Monithon Museo Egizio di Torino: appunti e riflessioni

Pubblichiamo qui appunti e riflessioni della community di Monithon Piemonte che, a partire dalla maratona di monitoraggio del 22 febbraio, ha iniziato ricerche e approfondimenti che hanno portato al primo Report di monitoraggio civico sul progetto di riqualificazione del Museo Egizio di Torino.  Da questa prima esperienza si parte per un’avventura di un gruppo di cittadini che vivono il monitoraggio civico come un modo per integrare con il loro punto di vista le valutazioni ufficiali delle amministrazioni .

Questa è una storia che parte da lontano e che coinvolge un gruppo di persone accomunate da una serie di parole chiave: sviluppo locale, progettazione partecipata, formazione, sensibilizzazione, trasparenza, risorse pubbliche, open data e lavoro di rete. Ognuno nel suo lavoro si rendeva conto (e continua, purtroppo, a farlo), in maniera crescente, del peso sempre più leggero che veniva dato alla valutazione e al monitoraggio dei progetti, dei processi e delle politiche, quasi fossero aspetti accessori. E ognuno di noi era (ed è) invece consapevole del fatto che valutazione e monitoraggio (prima, dopo e durante) sono parte integrante dei progetti perché contribuiscono alla definizione di esigenze ed obiettivi, alla loro eventuale rimodulazione nel tempo; perché sono uno strumento di garanzia rispetto all’uso delle risorse e non solo dei tempi e delle azioni; perché costituiscono la base per l’evoluzione di un progetto/politica/processo; perché forniscono informazioni su come si sta lavorando e come si è lavorato, informazioni basilare per gestire ed impostare nuovi percorsi di lavoro.

La volontà di provare a stimolare un cambiamento (o, per quelli più ottimisti o ambizioni, di produrre un cambiamento) e il contatto con il gruppo di Monithon e OpenCoesione è stata la scintilla che ha innescato la volontà di avviare ragionamenti e confronti (e qualche volo pindarico) sulla costituzione di un gruppo di Monithon piemontese.

A questo punto la voglia di fare (e la scadenza del 22 febbraio) ha consentito di accelerare i tempi e così si è deciso, in primo luogo, di definire su quale ambito concentrarci: i beni culturali. La cultura è un settore economico, che produce utili e genera occupazione e nonostante in Italia vi sia un patrimonio storico, architettonico e culturale immenso, spesso viene considerato dai decisori, dai media e dai cittadini solo un costo, un settore inutile all’economia e alla nostra vita.

Definito l’ambito abbiamo cercato un progetto da monitorare che rispondesse a tre criteri principali:

  • doveva ricadere sulla città di Torino
  • doveva interessare un bene con valenza internazionale
  • doveva essere un progetto in corso

Consultando il portale OpenCoesione l’attenzione è inevitabilmente caduta sul Museo Egizio di Torino e il suo progetto di “rifunzionalizzazione, ampliamento, restauro e messa in sicurezza del Museo”: torinese, indubbiamente di valenza internazionale e la cui fine lavori prevista era ad un anno circa dal Monithon del 22 febbraio (cfr. scheda progetto su OpenCoesione).

A questo punto l’obiettivo è stato duplice: informare ed aggregare persone interessate ad un monitoraggio civico su questo progetto (usando canali personali, twitter, il sito di Monithon, ecc.) e organizzare la giornata con un incontro con i referenti del progetto seguito dalla visita al Museo.

E dopo?

Conclusasi la giornata di monitoraggio (per la descrizione puntuale degli esiti del Monithon sul progetto del Museo Egizio si rimanda al report di monitoraggio) una serie di riflessioni e pensieri sono scaturite nel corso del momento di confronto post monithon, riflessioni e pensieri così sintetizzabili:

  • L’importanza di imparare a “raccontare” i fondi pubblici. Nella nostra esperienza al Museo Egizio, confermata dalla nostra esperienza professionale e non, è emersa in maniera chiara la difficoltà dei soggetti/enti destinatari di finanziamenti pubblici a raccontare come usano i fondi pubblici, cosa implica l’accesso ai fondi pubblici (in termini di iter, di requisiti, di controlli, ecc.). L’attenzione viene spesso posta esclusivamente sul dettaglio progettuale dell’intervento (fasi, tempi, singole azioni) senza riuscire a collocare la progettualità in una dimensione più ampia come quella della linea di finanziamento alla quale si è avuto accesso. Questa condizione costituisce un fattore di criticità. Una criticità rispetto alla corretta informazione sui progetti. Una criticità rispetto alla valorizzazione del ruolo dei finanziamenti pubblici, delle risorse pubbliche. Una criticità rispetto al senso di responsabilità nell’uso e nel rispetto dei fondi pubblici. Bisognerebbe pertanto, a nostro avviso, definire dei criteri di comunicazione che, accanto ai loghi dei soggetti che finanziano, forniscano indicazioni puntuali ai destinatari dei finanziamenti su quali sono gli elementi funzionali ad una corretta presentazione del progetto, tra cui anche l’obiettivo alla base dell’asse di sviluppo che finanzia l’opera o parte di essa.
  • Sensibilizzare e formare. Il gruppo di Monithon Piemonte è un gruppo eterogeneo per competenze, interessi, professionalità, genere ed età e questa caratteristica ha rappresentato una risorsa importante nel rileggere la giornata perché è stato chiaro, fin da subito, che l’attività di monitoraggio civico, per essere efficace, non solo deve essere accuratamente preparata, ma deve mettere in grado chiunque voglia parteciparvi e/o organizzarlo di avere le informazioni per farlo. Gioca quindi un ruolo strategico la scheda di monitoraggio che deve divenire un vero e proprio strumento di lavoro in grado sia di orientare l’organizzazione della giornata, sia di specificare le informazioni “importanti” che devono essere raccolte, informazioni che possono sembrare “scontate ed immediate” per gli addetti ai lavori (allenati a vedere subito errori sui loghi, nella comunicazioni, nel racconto delle risorse economiche, ecc.) ma che costituiscono patrimonio da apprendere per i “non addetti ai lavori”.

In questa prospettiva un visita di monitoraggio deve consentire, a nostro avviso, di perseguire, in sintesi, i seguenti obiettivi:

  1. monitorare un progetto nel dettaglio, raccogliendo tutte le informazioni strategiche per valutare il ruolo del finanziamento pubblico
  2. sensibilizzare, dando indicazioni sugli aspetti sui quali porre l’attenzione quando si visita un luogo, un progetto (e parallelamente quando si costruisce un progetto, una politica, ecc.
  3. informare e formare coloro che fanno il monitoraggio rispetto agli elementi che devono caratterizzare un finanziamento pubblico, anche in termini di comunicazione e racconto
  4. rendere consapevoli rispetto al valore aggiunto dell’attività di monitoraggio per se stessi, per gli altri e per il progetto
  5. fornire indicazioni su accorgimenti da prendere in considerazione quando si pensa, imposta, realizza e racconta un progetto
  6. suscitare interesse a continuare. L’esperienza di monitoraggio civico ci è piaciuta, e per alcuni si può parlare di vero e proprio entusiasmo, soprattutto per coloro che per professione o cercano di valorizzare le risorse pubbliche e/o trovano negli opendata un fattore strategico. E quando ci si entusiasma, quando si ha l’impressione che la cosa fatta possa essere un piccolo contributo al cambiamento, in positivo, spesso succede di voler continuare, di creare sinergie, di provare a lasciar libero sfogo (o quasi) ai progetti nel cassetto.

E questo clima, questa volontà è emersa in maniera chiara nell’incontro “post monithon” nel corso del quale si è deciso di continuare il lavoro di monitoraggio in particolare sui beni culturali, di continuare a collaborare con Monithon nel definire strumenti di monitoraggio sempre più specifici in funzione dei diversi progetti da monitorare e di provare ad avviare ragionamenti su come amplificare questa esperienza con il diretto coinvolgimento delle scuole.  Abbiamo provato a rimodulare la scheda di monitoraggio standard per rispondere  alle esigenze di monitoraggio civico sui musei ed ne abbiamo testato l’efficacia proprio durante il monithon del Museo Egizio (qui la scheda di monitoraggio dei servizi museali testata il 22 febbraio a Torino).

Forse non tutto sarà immediato, visibile da subito, ma una cosa è certa, la voglia di lavorare su questo tema è divenuta il principale fattore che ci accomuna oltre il fatto di condividere la massima di Bette Reese “Se sei convinto di essere troppo piccolo per essere efficace, allora non ti sei mai trovato nel letto con una zanzara“.

Gruppo Monithon Piemonte

piemonte@monithon.it

#OPMeeting con Open Pompei e Libera: parte la mappatura dei beni confiscati alle mafie

Lo scorso fine settimana (8 e 9 Marzo) abbiamo deciso di “testare sul campo” una procedura di monitoraggio in stile Monithon per visitare non solo i progetti finanziati dalle politiche di coesione per il riuso sociale dei beni confiscati alle mafie, ma anche, per la prima volta, dei beni che NON ha ricevuto finanziamenti pubblici. Con le visite alla sede di Radio Siani e al Castello di Ottaviano inizia dunque un nuovo esperimento: migliorare la prassi del monitoraggio civico allargandosi al di là dei progetti finanziati dalle sole politiche di coesione (entrambi i beni visitati infatti sono beneficiari di finanziamenti di altra natura oppure dati in semplice concessione d’uso al gestore).
Comincia così un un intenso weekend di monitoraggio nel territorio di Napoli: sabato in giro a visitare i beni e domenica a mettere su carta i dati raccolti e le nostre impressioni
Relativamente al tema specifico dei beni confiscati, le informazioni che siamo andati a cercare si basano su un modello di scheda comune messa a punto in un gruppo di lavoro della giornata di formazione di Libera sul tema, che si è svolta a Roma lo scorso 25 Gennaio con rappresentanti delle esperienze di mappatura esistenti dell’Associazione Libera di tutta Italia, membri del team di OpenCoesione, un rappresentante dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla mafia e della Regione Toscana.
La scheda si trova ora qui, selezionando dal menu a tendina “seleziona il tipo di report” la voce “beni confiscati con altri finanziamenti o senza finanziamenti”.
La scheda di monitoraggio sottopone alla riflessione di alcuni temi complessi, quali la sostenibilità economica e l’impatto sociale delle attività che nel bene confiscato si svolgono, insieme all’analisi e alla raccolta di informazioni sul contesto territoriale. Informazioni non facili da reperire in un solo pomeriggio, ma che sono fondamentali per verificare questo tipo di attività.

Proprio questi aspetti hanno suscitato un vivace dibattito nell’ambito del gruppo di monithorers al momento della stesura del report. La critica più interessante che è stata mossa è la seguente: quanto nel corso di una visita di monitoraggio si può essere dettagliati o precisi nel valutare l’impatto economico e sociale su un contesto territoriale specifico di un progetto? Chiaramente condurre le necessarie analisi di sostenibilità economica o di contesto territoriale non è affare da poco: la complessità dei problemi che si intrecciano con maggiore urgenza nei territori meridionali – per es. abbandono scolastico, criminalità, assenza di attività culturali e ricreative, sottosviluppo economico, disoccupazione – impegna nella ricerca di una soluzione alcune delle migliori menti della nostra nazione.

Dunque qual è il contributo che un report di monitoraggio civico può apportare?

La risposta è… dipende!  Dipende innanzitutto dagli obiettivi che ogni azione di monitoraggio si pone, che possono essere molto diversi.  In questo caso, la sinergia tra Monithon, OpenPompei e Libera è nata allo scopo di contribuire a una mappatura organica e comparabile dell’utilizzo dei beni confiscati in Italia, che oggi non esiste!  E’ questa la mappatura – un mosaico composto dai tanti report di monitoraggio che abbiamo iniziato a scrivere – che vorremmo portare come contributo di conoscenza all’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati e al gruppo di lavoro del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica dedicato ai temi della legalità, che contribuirà alla progettazione delle azioni della programmazione comunitaria 2014-2020.
In questo caso, quindi, il report di monitoraggio non è un report di inchiesta e nemmeno una analisi di fenomeni territoriali complessi, ma questo non esclude che possa comunque riportare a volte spunti interessanti in queste direzioni. 

Inoltre, un report di monitoraggio può aiutare a migliorare il capitale civico e sociale dei nostri territori, cioè un altro dei problemi che si ritiene essere uno dei fattori principali del mancato sviluppo del Sud. “Fare rete”,  incontrarci, discutere insieme gli effetti di un progetto può aiutare ad accrescere la nostra consapevolezza dei bisogni e del potenziale di sviluppo dei luoghi in cui viviamo. Queste valutazioni non hanno nulla di “ufficiale”, né per forza scientifico, e non hanno la pretesa di diventarlo. Ma è comunque di fondamentale importanza divenire responsabili nei confronti di come viene investito il nostro denaro pubblico.

Ma non solo: dobbiamo divenirne responsabili insieme alle Pubbliche Amministrazioni, cui possiamo far giungere la nostra voce in forme di dialogo costruttivo ed informato, attraverso la nostra “relazione” su come loro stanno utilizzando le risorse di tutti per gestire – o incentivare l’utilizzo – dei beni comuni.

AAA Cercasi aiuto sulla scheda di monitoraggio dei progetti sui beni confiscati alle mafie

Sin dalla sua nascita, Monithon ha preso a cuore il tema della lotta alle mafie promuovendo il monitoraggio civico del riutilizzo dei beni confiscati da parte di associazioni e cooperative e altre realtà sociali.  Una operazione dall’alto valore simbolico su cui lo Stato non può permettersi di fallire.
Nelle ultime settimane, si sta facendo sempre più stretta la collaborazione con l’associazione Libera – dopo la partecipazione di molti del team di Monithon alla Summer School GIA’ in Puglia, Campania e Calabria – e con il progetto sperimentale OpenPompei nell’area campana.

Un percorso si sta avviando per definire le modalità più efficaci per raccogliere informazioni, evidenze, idee, suggerimenti sullo stato dei beni e sul loro reale utilizzo in tutto il Mezzogiorno, per poi valutare, dal basso, i risultati e gli impatti dei progetti finanziati dai Programmi Europei.  Informazioni che, attraverso il team di OpenCoesione, potranno essere veicolate alle amministrazioni che gestiscono i programmi, al fine non solo di “sbloccare” eventuali situazioni di difficoltà, ma anche di impostare al meglio i bandi della prossima programmazione 2014-2020 così come previsto nell’ultima bozza dell’Accordo di Partnenariato Nazionale (pag 84 e segg).
Si tratta di oltre 100 progetti in Campania, Puglia, Sicilia e Calabria con lo scopo di ristrutturare gli immobili confiscati e permettere alla cittadinanza di riappropriarsi di uno spazio pubblico.

Per capire meglio cosa vuol dire monitoraggio civico su un bene confiscato, qui si trova il racconto del primo Monithon a Ottaviano (NA) e la relativa scheda di monitoraggio civico.

Inoltre, da qualche settimana è possibile visualizzare e informarsi su questi progetti direttamente a partire dalla mappa di Monithon.it: basta selezionare, nel menu sulla destra, i Progetti di riutilizzo dei beni confiscati alle mafie.  Appariranno delle “chiavette” in corrispondenza della localizzazione di ciascun bene. Cliccando sulla chiavetta si può accedere alle informazioni contenute sul portale nazionale dei Fondi europei OpenCoesione.gov.it e rilasciate dalle Amministrazioni responsabili (il Ministero dell’Interno e le Regioni).  Una mappa molto simile a quella pubblicata dalla Regione Puglia nell’ambito dell’iniziativa Libera il Bene.

mappa beni

—- Ora occorre definire tutti insieme quali informazioni andiamo a raccogliere, definendo una griglia di domande efficaci! —-

Nel documento qui sotto abbiamo fatto una prima ipotesi di scheda di monitoraggio, per cui stiamo ricevendo da Libera i primi contributi.
Tutti – singoli o associazioni – possono farci avere la propria opinione commentando le domande direttamente nel documento oppure scrivendo a redazione@monithon.it

Per parlare della scheda e della mappatura saremo presenti  ai Forum regionali di Libera domani a Napoli e  mercoledì 18 a Bari.  Intanto buona lettura! 🙂