Monithon per Puglia Capitale Sociale: Monithoner pugliesi a raccolta!

Sono in corso laboratori Monithon nell’ambito del Progetto “DIRITTO DI CAMBIARE DAL BASSO”, percorso di Cittadinanza Attiva e Partecipazione finanziato da PugliaCapitaleSociale un programma della Regione Puglia, Assessorato al Welfare. Monithoner pugliesi a raccolta! Chi è curioso di come sono spesi i fondi pubblici nel proprio territorio? E’ un’ottima occasione per sperimentare il monitoraggio civico.

Le associazione coinvolte nel progetto sono: ActionAid Italia, Bari per ActionAid, San Marzano di S.G. per ActionAid, Link Lecce, Link Taranto, Link Bari, Mutua Studentesca, AkuBari, ARCI Taranto.

Qui di seguito il programma dei laboratori Monithon che saranno a cura dell’Associazione Akubari.

TARANTO:

Tema: beni culturali

Progetto: Polo museale di Taranto

24 Marzo – Presentazione Monithon e monitoraggio civico

23 Aprile – visita di monitoraggio

LECCE:

Tema: Università e Ricerca

Progetto: in corso di definizione

8 Aprile – presentazione Monithon e monitoraggio civico

22  visita di monitoraggio

BARI:

Tema: riqualificazione urbana

Progetto: Riqualificazione quartiere fieristico

9 Aprile – Presentazione Monithon e monitoraggio civico

21 Aprile – visita di monitoraggio

Per informazioni: https://www.facebook.com/dirittodicambiaredalbasso?fref=ts 

5 minuti per Monithon: testa il nuovo sito!

Cari amici di Monithon, aggiornamento in diretta da Spaghetti Open Data 2015.

Durante l’hackathon di oggi abbiamo avviato una fase di test interno sul nuovo sito, ma adesso abbiamo bisogno di te. Se vuoi darci una mano a renderlo più bello e funzionale, ti chiediamo qualche minuto del tuo tempo per effettuare le attività  che sono descritte qui di seguito. Il nostro obiettivo è ricevere il tuo feedback, quindi apri il form di valutazione e compilalo durante la navigazione (sii cattivissimo):

  1. Siediti comodo/a, apri il tuo browser e digita www.monithon.it
  2. Dai uno sguardo generale all’home page, poi iscriviti alla piattaforma utilizzando un account social
  3. Una volta loggato, accedi al tuo profilo e verifica che le informazioni caricate siano corrette.
  4. Scegli un progetto da monitorare attraverso una parola chiave senza uscire dal sito.
  5. Crea un report su quel progetto (inserisci dati a caso), carica un’immagine e salvalo in bozze.
  6. Verifica se esiste un report precedentemente inviato sul progetto che hai scelto.
  7. Torna sulla tua bozza e inviala alla redazione.
  8. Verifica che il tuo report sia stato salvato in attesa di approvazione (su mappa e su lista).
  9. Abbiamo quasi finito, fatti un giro libero sul sito.
  10. Fai logout.

Ripeti la compilazione del form con eventuali osservazioni sul progetto e invialo.

Non c’è altro!

Faremo tesoro di tutte le segnalazioni, siamo già  al lavoro.

Grazie per il tuo tempo!

Monithon all’Euhackathon, un report da Bruxelles

Con grande entusiasmo il team di Monithon ha partecipato alla quarta edizione di “EUHACKATHON, hack4participation” un evento organizzato a Bruxelles in collaborazione con alcune istituzioni europee.  L’obiettivo della manifestazione è quello di “costruire un ponte” tra policy makers e coders per capire insieme come il Codice può aiutare la Legge. Superata una prima selezione online siamo volati nella sede di Google Brussels dove si è svolto un hackathon in piena regola: stanzone con tavoloni divisi per team (qui tutti i partecipanti), buffet sempre ricco, ticchettio continuo di tasti come colonna sonora costante. Grande emozione per la presenza di Vint Cerf, (uno degli inventori del protocollo TCP/IP) oltre che della  giuria ufficiale.

DAL02122014BXL007-2 (1)

Cosa abbiamo fatto?

Sul fronte coding siamo partiti dal perfezionare il nuovo sito di Monithon (Marco Montanari sta coordinando lo sviluppo e a breve verrà lanciato ufficialmente). Ecco una piccola anticipazione della home page:

monithon.org

Partendo da qui abbiamo lavorato su concept e realizzazione di una webapp: uno strumento che, interfacciandosi con il nuovo sito, permetta di associare automaticamente il materiale multimediale raccolto sul campo durante le visite di monitoraggio al più approfondito report che ne consegue. Le foto e i video raccolti con la app verranno infatti inseriti automaticamente sul sito e associati ai report corrispondenti ma, importante, senza sostituirli. Come “slow hackers” ci teniamo molto a mantenere l’esistente format di monitoraggio, ricco e documentato, che si avvale di ricerche approfondite che vanno oltre la mera raccolta di evidenze.

Oltre allo sviluppo vero e proprio di una demo che a breve sarà scaricabile, abbiamo costruito il mock up della sua navigazione e fatto ipotesi su un nuovo possibile logo:

schema_app

loghi_warhol

(licenza Binoculars by Luis Prado from The Noun Project)

Una delegazione di monithoners è partita inoltre in esplorazione per verificare un progetto finanziato a Brussels, ma di cui non abbiamo trovato informazioni di tipo amministrativo, ma che abbiamo visitato e fotografato senza ahimè incontrare utenti da intervistare. Qui di seguito trovate la presentazione che abbiamo utilizzato per il pitch.

I progetti vincitori sono pubblicati in home sul sito ufficiale della manifestazione

  1. Team Videodock (the Netherlands)
  2. Team Commission Today (Romania/Germany/USA)
  3. Team Frontwise (the Netherlands)

Qui il Video Ufficiale Della Manifestazione

Riflessioni 

Ci è sembrato che siano stati preferiti progetti di partecipazione che coinvolgono i cittadini europei in senso consultivo nell’attività parlamentare, e non di partecipazione sull’attuazione e valutazione ex-post dell’attuazione delle politiche europee.

Invece, esportare Monithon come metodo anche negli altri paesi europei sarebbe a nostro parere molto importante per convogliare verso le istituzioni europee idee e suggerimenti che derivano dall’esperienza concreta del monitoraggio dei singoli progetti.  In Europa, però, non esiste un codice unico di progetto (es., in Italia, il CUP) valido per tutti i progetti finanziati dalla Commissione. Guardando ai dati sui fondi strutturali equivalenti a quelli pubblicati in Italia da OpenCoesione, negli altri paesi EU si hanno spesso meno dati sul finanziamento e meno informazioni dettagliate sui cantieri (vedi ad esempio questo report). Come tracciare quindi questi finanziamenti?

Nello scorso Luglio è nata una nuova piattaforma open data che fornisce informazioni relative agli investimenti effettuati e ai risultati ottenuti dalle Politiche di Coesione all’interno dei Paesi membri: Politica Regionale – Inforegio.

Gli Stati Membri e le Autorità di Gestione dei Programmi Operativi sono obbligati a rendere disponibili informazioni sull’utilizzo dei Fondi, secondo quanto stabilito dall’art. 69 del Regolamento UE 1083/2006: in particolare, il nome dei beneficiari che hanno ricevuto un finanziamento, la denominazione degli interventi (il titolo del progetto) e l’importo del finanziamento pubblico ad essi destinato.

Ampio spazio viene dunque lasciato alla discrezionalità in termini di dettaglio, qualità, accesso, possibilità di riuso e visualizzazione dei dati pubblicati. Nello specifico navigando la sezione “beneficiari della politica di coesione dell’Unione Europea” abbiamo constatato la difformità relativa alla presenza di un codice alfanumerico che identifichi in maniera univoca il progetto, ovvero uno strumento equivalente al CUP (Codice Identificativo di Progetto).

In alcuni casi risulta assente qualsiasi codice identificativo.

Qualche esempio:

Ecco il portale del Consiglio della Regione Sud Est dell’Irlanda (in evidenza campo titolo del progetto, dove, tema di investimento, importo del finanziamento)

Irlanda

Il corrispettivo portale francese presenta una mappa a coroplete che consente la navigazione dei dati sui beneficiari di regioni, dipartimenti e comuni. Ad esempio si può scendere al dettaglio della lista beneficiari della regione di Bretagna, dipartimento di Ille-et-Vilaine, comune di Rennes: ecco la lista dei beneficiari ad esso riferita (in evidenza campo beneficiario, titolo del progetto, dove, importo del finanziamento)

Rennes

Il portale spagnolo presenta tre liste pdf dei beneficiari di:

  • Programas Operativos Regionales FEDER
  • Programas Operativos Plurirregionales FEDER
  • Programa Operativo Fondo de Cohesión – FEDER

Ecco un esempio del Programa Operativo FEDER della Regione dell’Andalusia (in evidenza campo beneficiario, titolo del progetto, importo del finanziamento concesso e totale rendicontato)

Spagna

In altri paesi, un codice identificativo invece è presente. Ecco gli esempi dal portale della Lituania (prima immagine), Repubblica Ceca  e Slovacchia, dove è possibile navigare una mappa fino a giungere al dettaglio della scheda di progetto geolocalizzata: in figura due progetti delle rispettive capitali, Praga e Bratislava (in evidenza, campo del codice identificativo)

Lituania

Praga

Bratislava

Tuttavia il fatto che un codice identificativo di progetto non compaia in associazione al progetto stesso, non significa necessariamente che esso non ci sia. Forse esso esiste nei singoli sistemi informativi nazionali e delle autorità di gestione, ma non viene pubblicato in quanto il Regolamento UE obbliga alla pubblicazione delle liste dei beneficiari e non dei progetti. Ad esempio, sappiamo per certo che in Italia un codice identificativo esiste: il CUP. Ma è facile verificare, a partire dalla sezione dedicata all’Italia del portale Politica Regionale – Inforegio, che anche in questo caso, pur esistendo un CUP, esso non viene riportato dalle singole Regioni responsabili dei POR.

Monithon al Festival del Giornalismo: ecco com’è andata

Giornata intensa all’hackathon del Festival del Giornalismo di Perugia! La nostra track su monithon è partita con l’esplorazione dei circa 3500 progetti attivi a Perugia su OpenCoesione.

II tema scelto dai partecipanti è stato infine quello dell’Agenda Digitale, in particolar modo il tema del contrasto al digital divide. Di cosa si tratta, esattamente? Lo scopo è capire quanti sono i cittadini del territorio umbro che non dispongono di una connessione a Internet che possa essere definita a “banda larga” (ovvero meno di 2 megabit al secondo). A questo scopo, la Regione Umbria ha deciso di attivare un portale web per consentirne il monitoraggio.

Per capirne di più, abbiamo chiesto un’intervista all’ing. Giovanni Gentili, responsabile dell’Agenda Digitale della Regione Umbria, e l’ing. Maria Presenza di CentralCom (oggi UmbriaDigitale), società consortile attuatrice del progetto oggetto di monitoraggio.

Nel report di monitoraggio trovate tutto quello che abbiamo scoperto: i nostri test al portale, le informazioni raccolte e i contenuti dell’interviste.

Nel frattempo, Davide Mancino ed Andrea Gianassi sono andati alla ricerca dei dati per contestualizzare il problema del digital divide in Umbria e nel resto del paese.

Con i dati del Ministero dello Sviluppo Economico (pubblicati come open data sul sito del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione),  abbiamo realizzato un articolo di data journalism con la mappa interattiva del digital divide in Italia che permette di capire quante persone in Italia, nonostante i finanziamenti europei già in campo da tempo, non hanno ancora accesso alla banda larga.

Screen Shot 2014-05-03 at 16.07.22

I partecipanti: Paola Liliana Buttiglione e Cinzia Roma (report della giornata), Chiara Ciociola (video e report), Davide Mancino e Andrea Gianassi (articolo di data journalism, mappa interattiva del digital divide), Erica Sirgiovanni e Luigi Reggi (interviste e report di monitoraggio civico)

Risvegliare il senso civico con un “monithon”

L’ 80% dei cittadini italiani, tra un’apatia politica e un disservizio sotto casa, finisce quasi sempre per disinteressarsi completamente della vita della città, subendo passivamente i cambiamenti che si avvicendano. Non che questa apatia diffusa sia sempre ingiustificata…

Ma andando al nodo della questione, la vera sfida che noi cittadini possiamo lanciare a noi stessi è: “come ci riappropriamo dei nostri territori?”.

Responsabilizzandoci.

Da più di 6 anni faccio attività di monitoraggio a Palermo sui temi della mobilità e delle infrastrutture con Mobilita Palermo. Da qualche mese invece ho piacevolmente scoperto che a livello nazionale qualcosa si muove, grazie ad OpenCoesione e Monithon che permettono alla signora Maria Catalano del piano di sotto di scoprire autonomamente come vengono spesi parte dei fondi pubblici (OpenCoesione) e rilasciare un giudizio critico/propositivo su un determinato intervento (Monithon).

Ho subito rilanciato la sfida proponendo un monithon su un’opera ferroviariaun monitoraggio concentrato in una giornata, richiamando alle armi amici e colleghi più o meno distanti al tema della mobilità ferroviaria, cercando di verificare la loro disponibilità al contagio.

Voglio raccontare qui le mie sensazioni positive in merito, senza che queste abbiano la pretesa di divenire bibbia, bensì possano servire da spunto per ulteriori contributi e confronti. Sebbene le amministrazioni centrali abbiano l’assoluto dovere di programmare al meglio i fondi pubblici e fungere da “controllori” sulla corretta attuazione di ogni singolo intervento, noi cittadini non possiamo certo esimerci dall’essere partecipi nel processo verificando la presenza di eventuali anomalie e effettuando le giuste osservazioni e pressioni laddove necessario.

Nella mia personalissima esperienza, quando coinvolgi gente apparentemente disinteressata, bisogna “giocare” d’anticipo come in un gioco di ruolo per raggiungere il proprio obiettivo, il coinvolgimento appunto. In primis, devi mostrare tutto il tuo entusiasmo per catturare la loro attenzione nei primi 10 secondi di conversazione. Non puoi pretendere che balzino sulla sedia per una cosa che disconoscono quasi completamente.

Bisogna fargli traguardare subito l’obiettivo, cosicchè non pensino sia la solita perdita di tempo e continuino a dedicarti minuti della loro attenzione. Nel mio caso, il fine annunciato era la produzione di una ”pagella” dell’opera infrastrutturale Anello Ferroviario, utile agli spostamenti intraurbani. Ciò fatto, si è innescato quasi automaticamente nei miei interlocutori il desiderio di poter esprimere un giudizio in merito (che forse è lo sport più diffuso in Italia), con la convinzione che questo avesse il giusto eco e spazio nella pubblicazione finale.

Catturata l’attenzione, non bisogna spaventarli con compiti e fatiche da compiere (è pur sempre un’attività ritagliata in momenti liberi della giornata), ma spiegar loro il ruolo che dovranno ricoprire (chi intervista? chi scrive? chi si occupa di approfondire la vicenda amministrativa? e quella finanziaria?). E’ sicuramente un buon modo per responsabilizzarli e farli sentire importanti e partecipi alla causa.

Così, quando i monitoranti sono in procinto di gonfiarsi il petto pronti a sparare fuori tutto ciò che avrebbero sempre voluto dire, bisogna fermarli e guidarli un attimo: per poter giudicare, meglio informarsi un pò di più. E’ un passaggio indispensabile per un monitoraggio corretto, nonchè un rischio grande da correre, perdere la loro disponibilità. In tal senso, ritengo che un gruppo di monitoraggio debba avere sempre qualcuno al timone.

Tornando al reperimento delle informazioni, per i neo-monitoranti è importante facilitarli nell’organizzazione di incontri e interviste, magari fornendo loro i contatti utili o le attrezzature occorrenti. In questo modo potranno concentrarsi sui nodi principali da sviscerare. Se l’intervistato scelto risulterà competente e disponibile, sarà decisamente più facile lasciare che le informazioni escano fuori dal discorso che sarà nato nel frattempo.

L’amico monitorante sarà in qualche modo “inondato” e affascinato da racconti, analisi e ricostruzioni che lo aiuteranno a rivedere il proprio punto di vista, a smontare o confermare la propria tesi iniziale. Durante questa attività avrà metabolizzato informazioni terminologie che fino a poco tempo prima ascoltava con distacco e interesse, creando i giusti collegamenti: capitolato d’appalto, ente appaltante, stato avanzamento lavori, responsabile unico progetto, etc. etc.

Il coinvolgimento darà i suoi frutti poi nelle conclusioni finali che sicuramente terranno conto di questa nuova esperienza e di una presa di coscienza maggiore sul tema.

La chiusura del cerchio si otterrà con una positiva valutazione dell’esperienza che, nella migliore delle ipotesi, porterà l’amico monitorante a sollecitare le amministrazioni competenti nei casi in cui si verifichino disservizi o anomalie, pretendendo più in generale che gli obiettivi prefissati dalle istituzioni siano perseguiti correttamente nei tempi stabiliti.

Più nel quotidiano, potrà sentirsi orgoglioso di spiegare alla moglie il perchè l’Anello Ferroviario è un progetto con 9 anni di ritardo, notizia appena lanciata superficialmente nel tg delle 13:30, mentre la famiglia era seduta a tavola davanti un piatto di spaghetti fumanti.

Questa ricostruzione è un pò il caso limite, il meglio che a mio avviso possa verificarsi. Se ci riflettiamo, soltanto quando siamo preparati su un argomento riusciamo ad essere protagonisti in un dibattito. E soltanto quando abbiamo compreso fino in fondo il perchè di un fatto siamo più propensi ad approfondirlo. Riscoprire interesse verso temi apparentementenon convenzionali è un’attività propedeutica ad una maggiore cognizione collettiva della città e delle scelte strategiche applicate ad essa dalle amministrazioni.

Ma visti i tempi e i contesti attuali, non possiamo pretendere che i cittadini approccino sempre e volontariamente il mondo che gravita attorno la vita di un centro urbano, motivo per cui ricorrere ad attività strutturate e guidate come il monitoraggio può essere un ottimo punto di partenza.

Non ci sono obiettivi numerici da raggiungere. Ogni cittadino in più che verrà coinvolto sarà il risultato.

Controllare il controllore è la vera sfida e spetta a noi.

repost da https://medium.com/p/eb14e57e5945

Una mattinata perfetta – il Monithon a Potenza

La sensazione, a parlarne dopo tre giorni, ad emozioni (appena) sopite, è che sia successo qualcosa di bello, sabato 22 febbraio. Perché si sono coagulate intorno ad un’idea gruppi di persone, organizzazioni, professionalità, singoli cittadini che sarebbe stato difficilissimo mettere insieme volutamente, con una pianificazione ordinata e scientifica.
E poi c’era il sole, dopo settimane di grigio e di pioggia.
Ci siamo visti tutti davanti a Cibò, ormai diventato covo di innovatori sociali in generale e di cittadini monitoranti in particolare. C’eravamo tutti: Roberta, Michele, l’altro Michele, Sara, Tiziana e almeno altre 10 persone.
Il caffè. La distribuzione delle spillette con il logo Monithon. L’organizzazione (forse organizzazione è una parola grossa, diciamo piuttosto il “io vado lì, chi viene con me?”). Un sorriso per le telecamere 🙂

E si va.

Io sono con Peppe, Elena, Michele, Decio. Soprattutto sono con Sara “farfallina d’acciaio” Lorusso, una giovane brillante giornalista de Il Quotidiano della Basilicata.   La nostra meta è Largo D’Errico, in pieno centro storico di Potenza. Lì c’è un palazzo appartenuto ad una famiglia storica della città, ora di proprietà del Comune, che grazie ai fondi di coesione sta tentando di ricavarne uno spazio espositivo, per completare il “polo museale” del centro, insieme al Museo Nazionale Dinu Adamestaenu, che affaccia sulla stessa piazzetta. Imploso durante il terremoto del 1980 (erano crollati tetto e solai, miracolosamente in piedi le mura esterne), e rimasto a lungo inaccessibile e diroccato, Palazzo D’Errico  è stato oggetto di  varie ipotesi di riutilizzo del bene. Fino ad alcuni anni fa, quando in occasione del Bicentenario di Potenza Città capoluogo l’amministrazione lanciò l’idea di farne un polo museale dedicato al Risorgimento. Tra mille difficoltà di gestione e rimodulazione dei fondi e continui stop al lavori, il cantiere – terminata la messa in sicurezza – è da tempo in una fase di stasi.

In effetti lo spettacolo non allarga il cuore: il palazzo è interamente circondato da impalcature. I teli antipolvere ondeggiano, e tutto intorno c’è una recinzione che rende il sito inaccessibile. Facciamo qualche foto, dall’esterno. Stiamo quasi per andarcene, un po’ delusi, quando ci rendiamo conto che qualcuno ci sta guardando, con benevola curiosità. Ci presentiamo. Lui è il signor Paolo, ha una bottega di barbiere nel vicoletto che dà sulla fiancata di palazzo D’Errico, e sa tutto di quel luogo. Sara non se lo lascia sfuggire, e si fa raccontare tutta la storia. Il signor Paolo ha perfino una foto storica, dentro la sua bottega, nella quale ci invita ad entrare, di com’era largo D’Errico prima del terremoto, negli anni ’70 (le interviste e il video del sopralluogo sono state allegate alla scheda di monitoraggio). Un altro pezzo di mondo, rispetto ad ora: nel cortile c’era un’edicola di giornali, di cui alcuni di noi si ricordavano, e di cui possiamo ora testimoniare l’esistenza.

Ce ne andiamo. A Piazza del Sedile, poche decine di metri più in là, un altro colpo di fortuna: incontriamo il sindaco di Potenza che esce dal Municipio. Altra intervista, altre foto.

Ormai abbiamo tutto quello che ci serve per compilare la scheda.
Il sole c’è ancora.
Come dicevo, una mattinata perfetta.

Monithon all’Open Data Day di Napoli: domani visitiamo la linea Cumana

Domani Monithon sbarca in grande stile all’Open Data Day di Napoli!

Appuntamento domani sabato 22/2 alle 14.30 presso la Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, Università di Napoli Federico II, Aula Scipione Bobbio, Piazzale Tecchio, 80 – 80125 Napoli, ex Facoltà di Ingegneria

Il tema del nostro monitoraggio saranno due linee della metro di Napoli che hanno ricevuto finanziamenti europei:

  1. la Linea 1, su cui il progetto Diritto di Accesso Civico ha già iniziato a raccogliere informazioni
  2. la linea Cumana, che andremo fisicamente a visitare

In particolare, la linea Cumana è stata oggetto dei finanziamenti del PIT “Campi Flegrei” nella programmazione 2000-06, un’azione integrata di finanziamento che ha contemplato non solo interventi per la mobilità, ma anche per i beni culturali (parco archeologico, misura 2.2 del POR Campania) e il finanziamento alle imprese (come il B&B a ridosso dell’area dove domani faremo una pausa caffé).

Andremo poi alla ricerca della “stazione fantasma”, la stazione di Baia, realizzata con il contributo dei fondi strutturali  ma attualmente inutilizzata.

Per monithon.it parteciperanno Marta Pieroni e Luigi Reggi. Già arruolati i ragazzi dell’I.T.I.S. Augusto Righi di Napoli che stanno partecipando a A Scuola di OpenCoesione e che hanno scelto proprio questo tema come project work.  Parteciperanno poi gli studenti di Ingegneria dell’Università di Napoli Federico II e gli studenti del progetto Diritto di Accesso Civico dell’Università di Salerno.

Gli obiettivi del pomeriggio monitorante sono:

  1. raccogliere informazioni sullo stato delle linee per il loro confronto attraverso visita diretta (foto, video, reporting)
  2. focalizzare le domande più interessanti sui finanziamenti europei per le due linee e le possibili fonti (fatti, dati, interviste)
  3. redarre un Report di monitoraggio civico con le informazioni raccolte durante giornata
  4. pianificare successive visite e ulteriori raccolte di informazioni

Ecco infine il programma:

14.30 Introduzione ai lavori e collegamento con Roma [Luigi Reggi]
14.45 Le informazioni raccolte sulla Linea 1 da “Diritto di Accesso Civico” [Daniela Vellutino]
15.00 Visita alla Linea Cumana:
15.15 Partenza dalla stazione di Mostra Oltremare
15.40 Arrivo alla stazione di Fusaro (finanziamento EU)
Discesa verso l’area archeologica, visita (finanziamento EU)
Uscita presso il B&B “Batis” (finanziamento EU)
16.10 Visita alla “stazione fantasma” di Baia (finanziamento EU)
16.30 Partenza da Fusaro
17.00 Rientro in sede Open Data Day
17.15 Condivisione dei materiali e redazione del report della giornata
18.30 Fine lavori

percorso napoli

“Matera è, come tutta la Lucania, terreno adatto agli esperimenti sociali”: verso la maratona di monitoraggio del 22 febbraio.

Le parole del titolo sono del giornalista Guido Piovene e sono tratte da Viaggio in Italiasaggio scritto a seguito dei suoi viaggi effettuati su incarico della Rai tra il 1953 ed il 1956. 

Negli anni ’50, a seguito dello sgombero dei Sassi, la città di Matera divenne un laboratorio di innovazione sociale. La Commissione per lo studio della città e dell’agro di Matera, istituita da Adriano Olivetti, curò la progettazione e la creazione di nuovi quartieri, avvalendosi non solo di urbanisti ma anche di esperti in diverse discipline quali storia, demografia, economia, urbanistica, paleoetnologia, sociologia. Tra i quartieri così nati c’è il borgo La Martella. Le speranze di sviluppo, alimentate dalle leggi della Riforma Agraria, furono disilluse dai processi di trasformazione socio-economica e dal declino della cosiddetta “civiltà contadina” che hanno cambiato la fisionomia del Sud d’Italia.

La Martella ha così sofferto il degrado che affligge tutte le periferie. La candidatura di Matera a Capitale della Cultura Europea 2019 è divenuta un’occasione per ripensare alla riqualificazione di quel borgo nato su altissime basi metodologiche e progettuali perché progettato come città del futuro. E col Piano Città si sono trovate le risorse economiche con cui avviare questo processo.

In occasione della maratona del 22 febbraio sarà monitorato il progetto di riqualificazione del Teatro la Martella, i cui lavori sono stati già avviati.

Tra i progetti previsti dal Piano Città di Matera c’è anche la ricostruzione della scuola di Via Bramante (uno dei plessi scolastici più importanti, frequentato da 600 bambini), chiusa con ordinanza sindacale nell’agosto 2012 perché giudicata inidonea dal Centro di competenze sul Rischio Sismico della Regione Basilicata.

La ricostruzione della scuola di Via Bramante non è stata ancora avviata, ma le aspettative sono alte. L’assessore all’Urbanistica del Comune di Matera, Ina Macaione, ha presentato la futura scuola come il primo edificio scolastico 2.0 del Sud Italia, le cui realizzazione sarà improntata a questi principi: “risparmio energetico, massimo soleggiamento, verde, tempi e costi controllabili, economicità, velocità e sostenibilità”.

I genitori degli studenti dell’ex plesso di via Bramante vorrebbero perciò seguire con continuità i lavori, una volta che essi saranno avviati. Quindi nello stesso 22 febbraio sarà annunciata la seconda iniziativa dei monithorers materani: il monitoraggio permanente della scuola di via Bramante, che sarà coordinato durante il suo svolgimento da Rena.

Il tavolo di lavoro su Monithon sarà guidato da Mariella Stella, dalle h. 15.00 alle h. 19.00 presso Palazzo Lanfranchi.

Come si investe nella cultura? Vieni a scoprire il progetto di riqualificazione del Museo Egizio di Torino.

È importante esser consapevoli che la cultura è un settore economico, che produce utili e genera occupazione. Nonostante in Italia vi sia un patrimonio storico, architettonico e culturale immenso, spesso viene considerato dai decisori, dai media e dai cittadini solo un costo, un settore inutile all’economia e alla nostra vita. Nulla di più sbagliato.
Noi crediamo che la cultura, come il turismo, sia uno dei punti di forza della nostra società e che possa esserlo anche della nostra economia. Servono quindi ora politiche, piani, progetti e investimenti: strumenti indispensabili per tramandare la bellezza e creare lavoro e occupazione nel settore.
A Torino, grazie a fondi europei, nazionali e regionali, si sta realizzando un grande progetto di riqualificazione del Museo Egizio. L’intervento prevede oltre 3 anni di lavoro per un importo di oltre 15 milioni di euro e consentirà di restaurare, ampliare e mettere in sicurezza il museo. L’iniziativa permetterà così una migliore fruizione e valorizzazione dell’imponente collezione di opere e beni, seconda al mondo dopo quella del Cairo.

Il progetto è in corso e sono già stati effettuati e pagati lavori per oltre 2/3 del totale. In occasione dell’International Open Data Day del prossimo 22 febbraio faremo una visita di monitoraggio civico per scoprire il progetto e verificare l’avanzamento dei lavori.

Questo è il programma della giornata:
9.45: ritrovo davanti al museo
10.00: incontro con i rappresentanti della Fondazione museale e della Zoppoli e Pulcher, impresa che sta realizzando dei lavori
11.20: visita guidata al museo (ingresso + guida ad un costo totale di circa 10/12 euro, in funzione del numero dei partecipanti)

Insieme scopriremo come si investe nella cultura e come si stanno impegnando a questo fine le risorse comunitarie, nazionali e regionali!
Se volete partecipare, iscrivitevi con una mail a  piemonte@monithon.it  lasciando nome, cognome e numero di telefono entro venerdì 21 febbraio. Vi sono 25 posti disponibili, se volete partecipare, affrettatevi!!!
Alcuni di noi, promotori della visita a Torino, sono anche rintracciabili su Twitter: Europe Direct Torino@urukwavu@ire_rete,  Paola Chiesa o Lorenzo Benussi.

Maratona di monitoraggio del 22 febbraio: parte il conto alla rovescia

Mancano 9 giorni alla maratona di monitoraggio civico del 22 febbraio, che si terrà in occasione dell’evento internazionale Open Data Day.  Una maratona che abbiamo lanciato con questo post di alcuni giorni fa – con tutte le istruzioni per partecipare.

Per proporre un monithon o partecipare iscriviti alla mailing list aperta o scrivici a redazione@monithon.it!

Alcune città hanno messo in programma le visite del 22 febbraio e scelto i progetti. Altre li stanno scegliendo ora.  Prepararsi qualche giorno prima è ovviamente molto importante, soprattutto se c’è da fare interviste o visite a sedi di aziende o locali pubblici che potrebbero non essere aperti (il 22 è un sabato!).

Ecco quindi cosa stanno progettando le città che sono già partite:

  • BARI – Report di monitoraggio in arrivo sui progetti Programma Nazionale (PON) Ricerca e Competitività ed in particolar modo sui 17 progetti pugliesi che hanno vinto il bando  “Smart Cities and Communities and Social Innovation” del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur): trovate qui l’elenco.   Tra questi PopHub è stato già oggetto di un report di monitoraggio civico nel corso dell ODD13.
    Monithorare i progetti del PON Ricerca e Competitività 2007-2013 potrebbe risultare di particolare interesse perché è stato avviato un canale di comunicazione con l’Autorità di Gestione del PON Ricerca e Competitività per la restituzione dei feedback dei cittadini in linea con gli obiettivi del progetto Ritardi.0 che “si propone di individuare e analizzare le principali cause di rallentamento nell’attuazione dei progetti PON Ricerca Competitività 2007-2013 finanziati dal MIUR e di mettere in campo soluzioni per superare tali ritardi”.
    La sessione sarà a chiusa dell’associazione Akubari con le monithoners Paola Liliana Buttiglione e Chiara Ciociola.
  • COSENZA – Per l’occasione è nata nientemeno che una nuova associazione “Monithon Calabria”.  Anche a Cosenza l’idea è di iniziare i monitoraggi dai progetti di innovazione sociale finanziati dal PON Ricerca e Competitività.
    Trovate i giovani di Monithon Calabria sul gruppo FB.  Qui il programma della giornata.
    Qui invece il post dedicato alla Calabria con tutte le info!
  • PALERMO – E’ in fase (avanzata) di studio il primo “Monithon pre-cantiere“, un’idea uscita dal cappello di Giulio di Chiara che sfrutta il lato propositivo del monitoraggio civico.
    Qui il post su Palermo e l’Anello Ferroviario con tutte le info!
  • TORINO –  è stato scelto il progetto di rifunzionalizzazione, ampliamento, restauro e messa in sicurezza del Museo Egizio. I lavori hanno avuto inizio nel novembre del 2011 e dovrebbero essere a buon punto: l’andamento dei pagamenti è al 66%! Questo cantiere darà veste nuova ad una delle istituzioni culturali più importanti di Torino e del mondo (è il secondo museo egizio più importante per ricchezza di reperti conservati dopo quello di El Cairo), consentendone l’adeguamento tecnologico e un ampliamento di spazio espositivo.Edit 17/02: Per partecipare mandate una mail a piemonte@monithon.it!
    Il monitoraggio si svolgerà sabato mattina con il seguente programma:
     – ore 9.45 ritrovo,
    – ore 10.00 incontro 
    con dei rappresentanti della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino e dell’impresa Zoppoli e Pulcher che sta realizzando il progetto,
    – ore 11.30 visita al museo.
    Su twitter trovate alcuni promotori, quali Europe Direct Torino@urukwavu@ire_retePaola Chiesa o Lorenzo Benussi 
     Inoltre nella stessa giornata del 22 febbraio, ci sarà il lancio di un sito di dati aperti delle collezioni gestite dalla Fondazione Torino Musei. Maggiori informazioni sul sito ufficiale del Museo di Palazzo Madama.
  • FINALE EMILIA (Modena) – E’ confermato il laboratorio di crowdphotography sugli interventi finanziati nelle aree terremotate. I cittadini coinvolti potranno fare foto per documentare lo stato degli edifici, nonché delle imprese che hanno ricevuto fondi per la localizzazione post-terremoto dal POR FESR dell’Emilia-Romagna.  Tutto questo è a cura di un progetto di monitoraggio civico che ci piace moltissimo: OpenRicostruzione
  • NAPOLI – New entry già con un programma super che sta nascendo dal basso, sul web, nel più puro stile hackathon! Trovate un google doc dove segnarvi. E’ previsto il monithon al pomeriggio sul tema mobilità urbana. Per monithon.it parteciperanno Marta Pieroni e Luigi Reggi. Già arruolati i ragazzi dell’I.T.I.S. Augusto Righi di Napoli che stanno partecipando a A Scuola di OpenCoesione.  Parteciperanno poi gli studenti di Ingegneria dell’Università di Napoli Federico II e gli studenti del progetto Diritto di Accesso Civico dell’Università di Salerno.  Proprio questi ultimi stanno già lavorando sul monitoraggio civico dei progetti per la raccolta differenziata: nei comuni in provincia di Salerno (Pellezzano, Eboli,  Buccino, Palomonte) e Santa Maria La Carità in provincia di Napoli; altri hanno realizzato il monitoraggio civico del Grande Progetto del completamento della Linea 1 della Metropolitana di Napoli.
  • SALERNO – Campus di Fisciano – Un Post-Open Data Day su monitoraggio civico e data journalism alla Scuola di Giornalismo che si terrà lunedì 24 dalle 10 alle 16 dal titolo: “Rifiuti: dagli open data alle notizie”. L’evento è organizzato in collaborazione con Legambiente Campania e Fanpage con lo scopo di fare incontrare responsabili della comunicazione delle istituzioni che amministrano i finanziamenti, gli studenti che hanno realizzato i monitoraggi dei progetti su piani di raccolta differenziata, studenti coder, giornalisti interessati agli open data relativi agli investimenti pubblici e alle informazioni ambientali e le imprese che riutilizzano i materiali differenziati e che per questo vorrebbero maggiori informazioni sui piani di raccolta differenziata comunali per incrementare la loro produttività.

Nasce Monithon Calabria

Siamo ragazzi calabresi che nell’anno accademico 2011/2012 hanno frequentato il Master in  ”Marketing Intelligence e Tecniche di Mercato per Energia e Ambiente”, promosso dall’Istituto Piepoli e dall’Università “Dante Alighieri” di Reggio Calabria.

Da poco abbiamo deciso di intraprendere una nuova sfida, creando un’Associazione di Promozione Sociale e legandoci ad un’iniziativa indipendente di monitoraggio civico di progetti finanziati dalle politiche europee conosciuta come Monithon.

Dapprima tutto è partito da un’idea della dott.ssa Filomena Tucci e dalla voglia di rendere la Calabria protagonista di un’iniziativa globale, l’“Open Data Day”, che si terra giorno 22 febbraio 2014,  per fare e diffondere i dati aperti.

In ogni parte d’Italia le persone si incontreranno online o di persona per costruire valore sui i dati aperti. Chiunque è invitato a partecipare: dai cittadini curiosi ai giornalisti, dai programmatori agli scienziati, dai designer agli esperti di dati.

Qui nasciamo noi: un gruppo di professionisti, cittadini, utenti, consumatori vogliosi di capire quali sono le opere finanziate con fondi pubblici, le problematiche sottese ai lunghi tempi necessari per la realizzazione di un progetto, le difficoltà sopraggiunte, i correttivi per accelerare i tempi tecnici, così come esaltare le vittorie ottenute nel nostro territorio.

Monithon Calabria vuole essere, pertanto, una finestra positiva tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione.

Le nostre fonti principali sono OpenCoesione e Monithon.it i primi portali telematici ed interattivi sull’attuazione degli investimenti programmati nel ciclo 2007-2013 da Regioni e amministrazioni centrali dello Stato con le risorse per la coesione.

I dati sono pubblicati perché i cittadini possano valutare se i progetti corrispondono ai loro bisogni e se le risorse vengono impegnate in modo efficace. Ma i dati hanno bisogno di un interprete ed è proprio in quest’attività che la nostra associazione si vuole rendere utile.

Attualmente stiamo lavorando nel territorio di Cosenza dove abbiamo trovato un’amministrazione collaborativa e smart, che ha creduto in noi e nella nostra iniziativa.

Nel Comune di Cosenza l’assessore all’innovazione, dr. Geppino De Rose, sta da tempo  lavorando al rilascio di Open Data e parteciperà all’evento internazionale open data day, come da programma.

Anche per questo abbiamo deciso di partire da qui, da Cosenza, con il monitoraggio di un progetto di social innovation.

Proprio da Cosenza, tra l’altro, Sabato 22 Febbraio 2014, nel giorno della maratona nazionale di monitoraggio civico, presenteremo il nostro progetto alla stampa, agli attori locali, agli stakeholders, alla scuola e all’università.

Ci proponiamo di diventare un movimento trainante della società, coinvolgendo direttamente i cittadini nell’attività di monitoraggio.

Vorremmo diffondere la cultura degli open data, ampliare la consapevolezza e il libero uso degli stessi attraverso contatti fra persone, aziende ed associazioni ed anche stimolando gli enti pubblici con azioni, proposte e progetti, al fine di rendere accessibili ed utilizzabili i dati.

Saranno nostri complici le nuove generazioni, i reali fautori di una rivoluzione culturale volta a conoscere, salvaguardare e valorizzare il nostro territorio e le new ideas.

Invitiamo, pertanto, tutti coloro che volessero condividere il nostro viaggio a salire a bordo e prendere contatti con Monithon Calabria.

I giovani di Monithon Calabria

 

Perché dovremmo tutti diventare cittadini monitoranti?

Alla Smart City Exhibition 2013 abbiamo presentato un articolo in cui abbiamo iniziato ad appuntarci gli effetti positivi che il monitoraggio civico può avere sul rafforzamento delle comunità civiche e sul capitale sociale dei territori e quindi, più in generale, sull’efficacia delle politiche pubbliche.

L’idea è che gli strumenti quali il web 2.0, gli Open Government Data, i primi esperimenti di hacktivism, l’utilizzo dei media civici abilitino nuove forme di partecipazione dal basso non solo alla programmazione e al disegno degli interventi ma anche all’attuazione e alla valutazione delle politiche di coesione da parte delle comunità locali, coinvolgendo così gli attori rilevanti, i beneficiari e i portatori interesse nell’arco di tutto il ciclo di policy.

Questo vale soprattutto nel Mezzogiorno, “caratterizzato, per ragioni storiche ma anche più recenti, da basso capitale sociale inteso come cultura civica”, così come risulta dall’analisi di pochi giorni fa del Ministro per la Coesione Territoriale Trigilia.
Il cd. “monitoraggio civico” degli interventi finanziati dalle politiche di coesione, che stiamo iniziando a promuovere su questo sito, è una prassi che potrebbe dotare le comunità civiche locali di strumenti per partecipare maggiormente alle decisioni, ma soprattutto incrementare la dotazione di capitale  sociale nei territori, promuovendo il senso di appartenenza al territorio stesso e di conseguenza la coscienza civica.

Vi proponiamo due livelli di approfondimento: per i più coraggiosi c’è l’articolo completo, altrimenti con poco più di 10 minuti potete seguire i tutti i passaggi più rilevanti nel video-prezi che abbiamo preparato per monithon.it!

Paola Liliana Buttiglione
Luigi Reggi

 

Il monitoraggio civico delle politiche di coesione e lo sviluppo delle comunità civiche by Luigi Reggi

Come nasce Monithon.it

Nelle scorse settimane alcuni monithoners hanno descritto come è nato l’esperimento Monithon.it, la piattaforma per la raccolta di segnalazioni, idee, evidenze, foto e video sui progetti finanziati dalle politiche pubbliche in Italia, a partire dai dati di OpenCoesione.

Davide Mancino, dal suo blog, si diverte a raccontare cosa è successo all’hackaton open data del Festival del Giornalismo di Perugia 2013 (vedi anche questo altro piccolo resoconto).  Si parte dall’idea di fondo:

Come invogliare i cittadini a usare questi dati per trasformarli in civic guardian dei fondi europei?
“Facciamone una mappa”, è l’idea, “in cui ogni cittadino possa andare a cercare le opere più vicine o importanti, e poi scrivere un report sullo stato dei lavori. Nessuno meglio di chi ci vive accanto può sapere se i fondi vengono spesi bene e in modo efficiente, oppure sprecati senza nessun risultato concreto”.

Matteo Brunati, anche lui presente a Perugia, non ha fatto mancare il suo report per ePSIplatform, la “piattaforma” europea per condividere news e pratiche sul riuso dell’informazione pubblica in Europa.

Infine, è di Cristina Tognaccini l’articolo – pubblicato sul blog di Sardinia Opendata – che, descrivendo come un gruppetto di appassionati abbia continuato a sviluppare il progetto nelle settimane successive, mette a fuoco alcune modalità pratiche per interagire con monithon.it:

Per ora la piattaforma – sviluppata totalmente dal basso da giornalisti-hacker appassionati di Open data – raccoglie solo alcuni dei dati resi disponibili da OpenCoesione. In particolare: i primi dieci progetti più costosi, per Provincia, finanziati con queste politiche; e tutte le scuole di Bari che hanno ricevuto un finanziamento di questo tipo. Ma il lavoro è appena all’inizio.