Posts

MoniTutor is the new online mentor for citizens monitoring how public funding is spent

MoniTutor is a new, Italian online guide developed by Monithon, a civil society initiative that provides methods and tools for citizens that want to monitor how public money is used. Since 2013, anyone can use the Monithon online platform to send “civic monitoring reports” evaluating the effectiveness of public projects funded by the European Union and other funding in Italy. Almost 600 reports have been submitted, which are the output of investigations usually taking months to be carried out.

Now the experience of developing a report is enriched by a step-by-step guide that is tailored to the specific project to be monitored. This means that each public project has its own unique guiding content, based on its size, topic, policy goal, status, and other characteristics. For example, the guide will distinguish between a completed large infrastructure like a railroad and a small research grant. Moreover, MoniTutor’s algorithms support the citizens in making sense of the open data already available for each project by providing an initial interpretation (to be confirmed by a visit or by interviewing people responsible). Open Data are accessed and seemlessly integrated through the APIs of OpenCoesione.gov.it, one the main open government portals on public investments in Italy, currently tracking over 1.5 million publicly-funded projects.

Additional suggestions are provided based on the experience of a network of policy analysts and experts, who volunteered to offer specific recommendations on interesting readings, policy documents, websites, interesting questions for interviews. Thematic suggestions now cover 90% of the different types of projects already monitored in the past.

MoniTutor is accessible directly through the Monithon web page for submitting the reports. Once the user is logged in, she can create a new report and then copy and paste the URL of the selected project from OpenCoesione.gov.it to Monithon. The guide will be immediately generated and displayed through 3 steps: Desk Analysis, Evaluation, and Impact.

The “civic monitor” can read the guide and then fill in the related fields for each step, following the standard structure of a journalistic investigation, or field research. Starting from the collection and analysis of avaialble data and documents on the policy goals and motives to finance a specific project, the user then proceeds to collect information on the ground. This civic monitor – who is often not a single user but organized as a team – collects hard evidence of how the project is progressing and its results by paying a visit to the project, making videos and photographs, and interviewing people responsible. If the project is funded by the EU, for example, MoniTutor provides the names, phone numbers and addresses of the Managing Authorities that decided to finance that interventions, as well as of the organizations responsible for its implementation.

This form of “thick participation” to public policies also includes the possibility for citizens to offer specific suggestions and collaboration to local and national governments responsible for programming policies and delivering public value.

Now the MoniTutor is being tested by thousands of high school students in Italy thanks to the governmental initiative “At the School of OpenCohesion” (A Scuola di OpenCoesione, or ASOC), which has been the main source of reports for Monithon, by far. A replication of the same initiative in additional 5 EU Countries (Spain, Bulgaria, Greece, Croatia, and Portugal) is currently under way thanks to the support of the EU. We really hope those young ladies and gentlemen will find it useful!

Nasce MoniTutor: la guida online per il monitoraggio civico

Il 2020 porta una serie di novità per Monithon, l’iniziativa indipendente di monitoraggio civico che mette a disposizione metodi e strumenti per verificare l’andamento e l’efficacia degli interventi finanziati dalla politiche pubbliche.

Oltre a sperimentare un’applicazione web completamente nuova dove registrarsi e raccontare i propri obiettivi di monitoraggio, lo sviluppo del report di monitoraggio civico è ora suddiviso in 3 fasi: un primo step dedicato all’analisi del progetto di investimento e dei principali documenti, un secondo incentrato sulla valutazione di efficacia del finanziamento che si è scelto di monitorare, mentre il terzo riguarderà i risultati e l’impatto del vostro monitoraggio civico.

Per ognuna di queste fasi, è ora a disposizione per tutti una guida al monitoraggio civico che abbiamo chiamato MoniTutor. Si tratta di una serie di domande e suggerimenti – sviluppati dalla redazione di Monithon grazie a numerosi esperti scelti tra gli “amici” di Monithon o intervistati ad-hoc su temi specifici – che guidano il team di monitoraggio nelle loro attività.

La MoniTutor è integrata nell’esperienza di compilazione del report di monitoraggio civico. Ora ad ogni gruppo di suggerimenti corrisponde una serie di campi da compilare. Per attivarla basta registrarsi su Monithon, creare un nuovo report, scegliere un progetto da OpenCoesione.gov.it e incollare il link della pagina dedicata al progetto (ad esempio: https://opencoesione.gov.it/it/progetti/6to57210/).
La guida si riempirà di informazioni sulla base dei dati open disponibili da varie fonti (e integrati attraverso le APIs).

Le informazioni e i suggerimenti della guida sono sempre diversi a seconda del progetto scelto. Questo perché MoniTutor ha lo scopo di interpretare e agevolare la lettura dei dati di OpenCoesione (anche quelli non pubblicati sulle pagine web del portale) o di altra fonte attraverso appositi algoritmi. Ad esempio, confrontando le date di completamento del progetto potrà darvi suggerimenti diversi a seconda che il progetto sia appena iniziato, in corso o concluso.

Inoltre, sulla base dell’ambito tematico del progetto (trasporti, beni culturali, innovazione, etc.), la guida presenta una serie di suggerimenti specifici su documenti da leggere, siti web da navigare, persone da contattare e una griglia con le domande da porre, basata sull’esperienza e sulla conoscenza di una rete di esperti. La guida contiene anche i nomi, le email e gli indirizzi per contattare le Autorità di Gestione dei Programmi Europei, grazie a dati raccolti da noi da fonti ufficiali, e gli indirizzi dei vari soggetti con un ruolo attivo nel progetto scelto, quando sono disponibili negli open data di OpenCoesione.

Insomma, la MoniTutor diventa oggi uno dei principali strumenti con cui Monithon fornisce a tutti supporto metodologico nell’impostazione e nella realizzazione del monitoraggio civico degli investimenti pubblici, e da oggi è in sperimentazione nell’edizione 2019-2020 di A Scuola di OpenCoesione (ASOC), il principale corso di monitoraggio civico in Italia. ASOC utilizza monithon nell’ambito della lezione Esplorare, una tappa fondamentale del percorso, in cui i principali risultati delle ricerche degli studenti delle scuole superiori entrano a far parte di una più ampia base di conoscenza alimentata da comunità civiche, associazioni e studenti universitari e accessibile da parte dei media e delle istituzioni nazionali e locali.

Qui il tutorial sull’uso delle nuove funzionalità di Monithon a cura del team ASOC:

I risultati dei nostri monitoraggi: un aggiornamento sui report dal 2013 al 2019

Nel 2019, 114 nuovi report di monitoraggio civico sono stati aggiunti alla nutrita lista dei report di Monithon, tutti consultabili e scaricabili dal nostro sito. Ogni report valuta l’avanzamento e l’efficacia di un progetto finanziato da risorse pubbliche in Italia. Considerando l’ammontare totale dei fondi monitorati nel tempo, dal 2013 al 2019, quest’anno fa segnare un nuovo record. Sono oltre 3 miliardi gli investimenti monitorati da gennaio a giugno 2019 in 588 report, molti dei quali consistono in Fondi Europei per lo sviluppo regionale e la coesione territoriale.

Quest’anno, tutti i report tranne uno sono stati creati dagli studenti delle scuole superiori partecipanti al progetto “A Scuola di OpenCoesione” (ASOC) della Presidenza del Consiglio, un’iniziativa ormai considerata buona pratica a livello europeo e recentemente estesa ad altri paesi. ASOC, sempre dal 2013, impegna studenti e insegnanti in un percorso didattico a forte vocazione civica, che punta su accountability, data journalism e monitoraggio civico grazie all’uso dei dati sull’utilizzo dei fondi pubblici pubblicati sul portale OpenCoesione. Monithon è uno dei principali strumenti di questo percorso, a cui fornisce metodi, esperienze e tool informatici per l’invio di informazioni quali-quantitative.

Un report è stato invece sviluppato a Giugno da un gruppo di studenti dell’Università di Torino, come step finale di un corso creato dall’Università di Torino in stretta collaborazione con il Centro Europe Direct della Città. Il corso è specificatamente dedicato alle politiche europee e al monitoraggio civico.

In questo post, siamo orgogliosi di presentare un aggiornamento dei principali dati aggregati sui risultati del monitoraggio civico di monithon dal 2013 al 2019, con l’obiettivo di disseminare questa pratica verso i decisori pubblici, i funzionari delle amministrazioni coinvolte nella gestione e nell’attuazione delle politiche, i giornalisti e tutti i cittadini interessati, comprese le tante associazioni interessate a singoli aspetti o a particolari progetti pubblici finanziati. I dati presentati qui comprendono, quindi, anche i report sviluppati nel corso delle passate edizioni di ASOC, e quelli creati da associazioni e gruppi informali negli anni scorsi.

Clicca qui per scaricare l’infografica completa di tutti i dati aggregati dal 2013 al 2019

Cosa è stato monitorato

Considerando tutti i report creati a partire dal 2013, l’ammontare totale di fondi pubblici oggetto del monitoraggio è aumentato nel tempo fino a raggiungere la quota di 7,35 miliardi di euro. Molti di questi fondi (circa il 70%) sono dedicati a grandi infrastrutture di trasporto come linee ferroviarie e metropolitane. Sono cifre a nostro parere ragguardevoli, considerando che il valore totale dei progetti tracciati su OpenCoesione è ora pari a 140 miliardi: circa il 5% del totale dei fondi pubblici per la Politica di Coesione dal 2007 al 2019 è stato monitorato da un qualche gruppo di monitoraggio civico.

Possiamo anche notare che i fondi europei sono considerati particolarmente interessanti dai gruppi di monitoraggio, visto che il 72% dei fondi derivano da fonti comunitarie.

I risultati del monitoraggio civico: Una vista d’insieme

In generale, la maggior parte dei progetti che sono stati valutati (63%) hanno ottenuto un giudizio positivo. In particolare, il 41% risultavano completi e sono stati giudicati utili, mentre il 22% sono ancora in corso senza presentare particolari problemi.

Un terzo dei progetti, però, ha presentato problemi rilevanti. Il 18.1% dei progetti mostrano ritardi o altri problemi di attuazione. Altri progetti hanno problemi nella fase di avvio, durante la pianificazione o per problemi amministrativi (10,7%). E’ particolarmente interessante per i decisori pubblici il giudizio dei gruppi di monitoraggio sui risultati e sull’efficacia dei progetti dal punto di vista dei “beneficiari finali”, cioè dei cittadini e delle imprese che beneficeranno degli investimenti pubblici.

Mentre i risultati previsti dal progetto sono considerati non pienamente realizzati solo nel 3,2% dei report, diverso giudizio riguarda l’efficacia dei progetti per l’utente finale. Il 9,2% dei report di monitoraggio contiene dubbi sulla capacità dei progetti, seppur completati con successo, di rispondere ai bisogni dei territori considerando il più ampio contesto in cui gli investimenti si vanno a realizzare. Ad esempio, il 2,7% dei progetti risponde pienamente agli obiettivi realizzativi posti sulla carta, ma i pratica risulta inutile in mancanza di ulteriori interventi complementari che ancora mancano, sono in ritardo, o non sono proprio previsti nella programmazione delle politiche pubbliche per quel particolare territorio.

I suggerimenti dei gruppi di monitoraggio

Fortunatamente, ogni report di monitoraggio comprende anche una specifica sezione con idee e suggerimenti per i policy makers e le comunità locali. Un terzo dei report contiene suggerimenti su come migliorare lo specifico progetto che è stato monitorato, sulla base delle evidenze, interviste e ricerche condotte nel corso di diverse settimane. Altri commenti possono essere classificati in tre tipologie principali.

La prima riguarda lo sviluppo ulteriore del progetto per garantire un impatto ancora maggiore. Questo significa che, in questi casi, il progetto è ritenuto molto utile e andrebbe quindi espanso con ulteriori fondi, anche eventualmente garantendo la presenza di quelle condizioni e interventi “complementari” di cui si discuteva nel paragrafo precedente.
Il secondo tipo riguarda invece il miglioramento degli aspetti che riguardano la “governance” degli interventi: questo è il caso in cui le amministrazioni non si parlano tra loro, si accusano a vicenda per lentezze e ritardi, oppure non coinvolgono appieno la cittadinanza nelle scelte che riguardano direttamente i territori.
L’ultimo tipo di suggerimenti, riguarda invece la comunicazione dei progetti. Spesso le amministrazioni finanziano progetti utili che però rimangono sconosciuti alla cittadinanza, con la conseguenza che il livello di efficacia è ampiamente migliorabile grazie ad una comunicazione più mirata verso i potenziali soggetti target, una volta realizzato l’intervento.

Verso un nuovo anno di monitoraggio civico

Un nuovo anno (scolastico e accademico) sta per iniziare e noi di Monithon non vediamo l’ora. Per la prima volta, il percorso didattico di A Scuola di OpenCoesione verrà replicato e testato in 7 nuovi contesti europei. Si tratta di due stati – Bulgaria e Croazia e cinque regioni – Alentejo (Portogallo), Catalogna (Spagna), Peloponneso, Tessaglia and Isole ionie (Grecia). Tutto questo grazie agli sforzi e ai fondi resi disponibili dalla Commissione Europea, che ha supportato il monitoraggio civico dall’inizio. E’ bello ricordare come anche la prima edizione di ASOC ebbe come protagoniste 7 scuole, che per prime sperimentarono il percorso.

Questo esperimento ci sembra la più concreta soluzione per diffondere la pratica del monitoraggio civico a scuola, e siamo più che disponibili a condividere la nostra conoscenza, i nostri metodi e i nostri strumenti ai team di lavoro che si stanno costituendo, così come abbiamo fatto per ASOC in questi ultimi anni. In particolare, sarà molto interessante vedere come l’approccio e il percorso di ASOC verranno adattati a contesti territoriali con caratteristiche molto diverse tra loro, ma accomunati dalle stesse regole e caratteristiche della politica di Coesione europea, su cui si concentrano gli sforzi di monitoraggio.

The results of our civic monitoring: an overview from 2013 to 2019

In 2019, 114 brand new civic monitoring reports have been added to the pile of Monithon’s reports, each evaluating the progress and effectiveness of one project funded by the public money in Italy. Considering the total amount of funding that has been monitored, this year marks a new record with more than 3 billion € of public funding, most of which are European money for regional development.

This year, all reports but one have been created by high school students participating in the “At the School of OpenCohesion” (ASOC) initiative, an European educational best practice promoted by the Italian Government to stimulate public engagement thanks to the use of open government data published in the OpenCohesion portal. Since the beginning in 2013, the ASOC project has been using the tools and methods from Monithon during their civic monitoring activities.

The remaining report was developed in June by a group of students from the University of Turin, as the final step of a course that was co-created by the University and the Europe Direct Center in Turin. This annual course is devoted specifically to European policies and civic monitoring.

In this post, we are proud to present an update of some of the main aggregated results of the Monithon’s civic monitoring from 2013 to 2019, with the aim to disseminate this practice to interested policy makers, government employees, journalists and citizens. Therefore, the results include also reports by the students of the previous editions of ASOC, and those created by NGOs and informal groups in the past few years.

Click here to download the complete infographics with the aggregated data from 2013 to 2019

What is monitored

Considering all civic monitoring reports from 2013, the total amount of public funding monitored increased from 4.53 in 2018 to 7.35 billion euros in 2019. Most of these projects (about 70%) are large transportation infrastructures such as train or metro stations, and railways. This is a pretty impressive figure, considering that the total value of the projects tracked in the OpenCohesion website is 140 billion euros. This means that about 5% of the total amount of public funding for Cohesion Policy from 2007 to 2019 has been somehow covered by a civic monitoring report.

We can also note that the European funds are considered particularly interesting for the civic monitoring groups, given that the 72% of the funding monitored cames from the European Union.

Civic monitoring results at a glance

Overall, most of the projects that have been assessed (63%) get a positive evaluation. In particular, 41% are found to be completed and useful, while 22% are still in progress and not showing major problems.

One third of the projects, however, presents some relevant issues. 18.1% of the projects show delays or other problems during the implementation phase. Other projects have difficulties in starting-up, due to administrative or financial reasons (10.7%). More interestingly for the policy makers, the monitoring groups have dedicated special energies to assess the results and effectiveness of the projects, from the point of view of the final beneficiaries.

While the expected results are not achieved only in the 3.2% of the projects, 9.2% are considered completed but also show some problems regarding the effectiveness. The effectiveness of an investment is evaluated in the broader context where the intervention takes place. For example, 2.7% of the projects fullfill their promises in terms of the implementation goals that were defined on paper, but they are also found to be useless without the provision of complementary interventions.

The ideas from the Monithoners

Each civic monitoring report end with a section about ideas and suggestions from the monitoring groups. One third of the reports contains suggestions on how to improve the specific intervention, coming from the analysis of the implementation and from the evidence collected during the visit. Other comments and suggestions can be classified into three main types. The first type of suggestion is to further develop these projects in order to obtain greater impact. In some cases, this means funding contexual interventions to get the most out the initial investment. The second type is about improving the governance of the funding, for example when ministries and local administrations “don’t talk to each other”, or when the voice of the final beneficiaries is not heard by policy makers. Finally, in some cases the projects were so appreciated by the monitoring groups that the main suggestion is to disseminate the results even further by improving the communication to potential targets.

Towards a new year of civic monitoring

We at Monithon are very excited about next year of civic monitoring. For the first time, the “At School of OpenCohesion” initiative will be replicated in 7 other European Countries and Regions during the 2019/2020 school year: Bulgaria, Croatia, Alentejo (Portugal), Catalonia (Spain), Peloponnese, Thessaly and Ionia Nisia (Greece). This is thanks to the efforts and funding from the European Commission, which has been supporting civic monitoring from the very beginning. The nice coincidence is that the first edition of ASOC included exactly 7 schools.

We love this experiment and will be happy to share our knowledge, methods and tools to interested teams in the EU. It will interesting to see how the ASOC method will be adapted to different contexts, while maintaining its focus on Cohesion Policy, which comes with common rules and regulations for all EU countries.

Two More Years of Civic Monitoring of EU Funds in Italy: The Results of the Students’ Investigations

Since the last post on the results of our civic monitoring of public policies, nearly 300 new monitoring reports have been added to the Monithon.it platform, more than twice the number that we had in 2016: 300 new studies, each focusing on one of many projects taking place throughout Italy that are funded by Cohesion (or Regional) Policy. This increase is an extraordinary achievement, making us proud to be part of this experiment in civic monitoring as a proactive way to use public data and to bolster civic engagement and public policy accountability.

Every since its creation, Monithon has positioned itself as both a tool and a research method, putting itself at the service of schools, universities, NGOs and local communities, nearly always as a group of volunteers and following with the philosophy of civic hacking.  To learn how Monithon came into being and about the people who are the driving force behind it, you can read our post from last year.

This year we are prouder than ever, because the quality of the reports we are publishing is constantly improving. The studies conducted over the last two years have, in almost 90% of cases, included an on-site visit to the project headquarters – the infrastructure or the location where a project financed with public funding is being conducted – involving the collection of data, videos, photos, and documents.  During these last 2 years, over 95% of our monitoring groups have conducted on-site interviews: 76% interviewed the public or private party that received the funds, and 56% interviewed residents of the local community to assess the project’s effectiveness from the perspective of the final beneficiaries of public policies. 38% were able to directly interview the public representatives responsible for the initiatives (mayors, town or regional councilors, province presidents, etc.) That’s not all: the ability to reconstruct the “administrative history” of funds provided, and the details of that reconstruction, are qualitative aspects that can be observed when reading the monitoring reports, beginning with the map or the list. In almost every case, you can find original videos containing the content of the interviews and each study’s principal findings – investigative data journalism on a small scale!

These results are largely the fruits of incredible work on the part of the project team from the OpenCoesione School (or ASOC), from the Italian “A Scuola di OpenCoesione), which uses Monithon during “Esplorare” (Explore), the most important phase in its educational programme in Italian high schools. It is where we can see how adept the students have become at interpreting, understanding and using public data, so as to hold institutions to account for the investments made in their neighborhoods or cities. In the most recent edition alone, spanning 2017-2018, around 5000 students were involved, under the direct guidance of 300 instructors working throughout Italy.  Nearly 88% of the reports you can find on Monithon.it are the result of these research activities.
The OpenCoesione School is constantly growing and raising its profile. Indeed, in recent years, the OpenCoesione initiative, which provides funding and coordination for ASOC from within the Italian Presidency of the Council of Ministers, has contributed to imparting an awareness of the practice of civic monitoring within regional public administrations and within national and European institutions.

There is no lack of similar programs at the university level. Thanks to the impetus provided by the Europe Direct center, every year the University of Turin holds a course devoted specifically to European policies and civic monitoring. The work carried out by the MoniTOcamera (2017) and MoniTOsitadela (2018) teams speaks for itself, taking its place alongside earlier studies, which are likewise of the highest quality. In Turin we also find a super interesting spin-off project, whose progress deserves to be closely followed: Monitorino.

In addition to providing support to schools and these early experiments in universities – of which the University of Pescara has recently become a part, with its course in Urban Planning – another of the Monithon community’s newest initiatives is the Sibari Integrity Pact (Calabria), which, thanks to Action Aid, has truly taken off, with the introduction of the first civic monitoring schools for members of the local community. This initiative is a game changer, not only for the Italian Ministry of Cultural Heritage and for local communities, but also for the European Commission, which recently adopted it as a model (see p. 26) for similar future initiatives aimed to fight corruption and encourage civic engagement.

In this post, we would like to share with you some of the enthusiasm and enjoyment that we experienced, as well as some of the discoveries – both positive and negative – that were made while putting together these monitoring reports. Here, too, we will begin with an analysis of our civic monitoring results: Which projects were examined? What were the main “assessments” reached? Then we will move on to recommendations for public decision-makers.


Monitoring of European Funds to reduce regional disparities

From the end of 2016 to May 2018, the number of monitoring reports rose from 177 to 475 – quite a leap! Each report, with a few limited exceptions, provides detailed information on a project initially chosen by a monitoring group from a list of approximately 950 thousand projects published on OpenCoesione.gov.it.  Thanks to the open data, we can link the findings of the monitoring projects to the principal characteristics of the projects being monitored, such as scale, funding sources, and thematic categories.

We thus discovered that the total funding for the projects monitored amounted to over 4.5 billion euros, of which over 3 billions’ worth had been subject to monitoring in the last 2 years alone.  Over half of these projects are financed by European Structural and Investment funds (ESIFunds). These are funds managed by the central and regional administrations, intended to reduce the gaps that exist between the different parts of the country (which is why there are many more projects in Southern Italy than in the Central and Northern regions). However, the number of monitored projects funded using resources that the Italian government makes available with the same objectives (“national funds”) is growing.  Whatever the case, whether these funds are allocated from national, European, regional or local budgets, they are all taxpayers’ money.

Using open data from OpenCoesione, we can also categorize projects according to theme. It goes without saying that the enormous resources needed to build or improve transportation infrastructures are also reflected in the sample of projects monitored. Indeed, the 53 projects that fall into this category account for nearly 3 billion of the total amount of funding.  Take, for example, the Crotone Airport, which is expected to provide an essential stimulus for the local economy.

As in our last post, the theme that users once again found most interesting was culture and tourism. This category is comprised of 141 projects, for a total of 530 million euros – investments which are essential for our nation and to which the competent authorities, who might be encouraged to participate thanks to civic monitoring, could make a significant contribution. We are talking about a truly vast number of different projects: from the restoration of the Royal Palace of Caserta to the renovation of the Apollo Theatre in Lecce (here is a link in English), from the Capuchin Monastery in Grottaglie (Taranto) to the Chilli Pepper (“Peperoncino”) Festival in Diamante, in Calabria.

There is also a new entry to our list of themes: social inclusion, and it is the sixth-most monitored to date. 38 projects, for instance, finance the reuse for social purposes of property confiscated from criminal organizations (e.g. the creation of the Centre for Antimafia Studies in Calabria) or the development of welfare services (such as the “Casa della Salute” health clinic in Bosa, Sardinia).


The assessments from the monitoring groups

The monitoring groups’ assessments of the public projects they investigate is the most essential element of their activities. Taken as a whole, their assessment has remained largely unchanged over the last two years. The majority of financed projects (64%) earned positive assessments. Of these, over two-thirds have already been completed and deemed to be useful, while the remainder are still ongoing, but what has been observed so far bodes well.

Some investments came as a pleasant surprise to the monitoring communities, who had a chance to discover them and explore them in more depth. One such investment assessed during the 2017 and 2018 monitoring was the renovation of the historic town center of Barletta, in Apulia. According to the team, called Reconstructing History (“Ricostruendo la Storia”), the project “led to an improvement in the quality of life for residents of the historic center and a moderate increase in tourism flows”. The solar power plant in Montefiascone, near Viterbo, has also had a positive impact in terms of “economic savings and a decrease in pollution in the surrounding area”. Yet another example is the MArTA (National Archaeological Museum) in Taranto, which, thanks to public funding, “received its highest ever number of visitors in 2016”.

The young people from the team “Cristallo dello Zingaro” in Trapani, while monitoring the safety projects at the Zingaro Nature Reserve, were struck by what they found: “The first thing that captures tourists’ attention is the unparalleled beauty of the land and seascapes”. The “masterful skill of the expert laborers in attempting to make everything as natural as possible, without however forgetting the primary purpose of their work, which is to safeguard people who are walking there, unaware of the dangers that the local area may present, was clear to see.”

The projects that did have problems represented approximately one-third of the whole: 11% have been completed but appear to be ineffective, while the remaining 21% are still ongoing but are having difficulty moving forward.  The assessment remained deferred on 3% of projects, which had only just begun. In a little while, we shall go into more detail regarding the difficulties encountered.

First, however, let us examine whether or not assessments changed depending on projects’ geographical locations. In this post, we will focus on the 4 regions with the greatest number of civic monitoring reports.
They are the main Southern Italian regions in terms of total European and domestic cohesion policy funding received.  The region with the highest percentage of positive assessments (68%, just slightly higher than the national average), shown in green in the chart, is Apulia. The region with the greatest number of problems, on the other hand, is Calabria, where just over half of projects received negative assessments. The statistic relating to projects which have been completed is striking, since these are more difficult to remedy. Nevertheless, these assessments are not set in stone. According to the authors of the reports, as we shall see below when we discuss recommendations, actions targeting “surrounding conditions” may restore even these projects’ effectiveness.

Moreover, as a general disclaimer, it goes without saying that Monithon’s sample of monitored projects is not statistically representative of the projects funded in the 4 regions. The projects in this sample are way too few and their selection depends on the choices and interests of the students. So this comparison is not about the regions’ performances on managing ESI Funds.

What factors determine a negative assessment?  The 300 reports most recently included in our calculations all basically confirm the same problems. Aside from the projects which never even got off of the ground – for example due to issues associated with access to funds, the granting of permits or licenses – a large number of public projects (10.9%) became blocked when already underway, due to problems of an administrative nature.

The principal problem found, however, was once again a general delay during the implementation phase of projects with respect to planned schedules (on OpenCoesione, for example, you can find information on planned timetables). This issue affects 18.1% of total projects monitored.  This is the case, for example, with the construction of a biotechnology center, which should be quick to keep pace with the newest developments in scientific research, but at the time of the monitoring visit was already 7 years behind.  In some cases, funds are linked to a specific project, one which cannot be separated from its context of implementation. Thus, in the province of Milan, the redevelopment of the wetlands along the Olona River is 2 years behind, “because the park’s redevelopment is linked to other projects related to the river, which have been impacted by bureaucratic complications”.

There is no lack of projects which are entangled amidst different funding sources, public administrations which are only partially responsible for them or who do not provide direct access to the work undertaken. In some cases, the students’ dedication is not enough to help us understand whether or not the money has been spent. And if it has been spent, what for? Why, despite public data stating that a large amount of funds have already been spent and accounted for to the European Commission, is there still a “lack of funding”? Here below you can find the doubts expressed by the young people in the “newscast” they put together about the renovation of the old historic district of the village of Senerchia, in Campania (in Italian).

Let’s now take a moment to examine the final phases of public project monitoring, which are even more intriguing: results and impact.  It is during this phase that the assessments of residents can provide a valuable source of information for administrations. However, with the exception of the most notable projects, residents are unfortunately not able to accurately gauge the usefulness or effectiveness of every financed project. Bear in mind that, even taking into account only those cohesion policy investments made between 2007 and 2015, there were about 1 million financed projects! Civic monitoring groups, however, can come to our aid by applying the principles of “crowdsourcing”, in other words, the ability of “crowds” to collect accurate data by dividing up the work of an assessment – immense in and of itself – into small tasks assigned to individuals (or, in this case, one project per group), in the same way that Wikipedia is collaboratively written.

In our case, an analysis of the qualitative data collected shows that only 3.6% of the projects examined were found to be unsatisfactory. This percentage is in line with the findings of our last report, and is relatively low. These are cases in which funding did not lead to adequate implementation. One such example, it would seem, is the water treatment plant in the municipality of Paola (Cosenza), where “sludge disposal issues and problems relating to plant management continue to exist”.  We find a similar issue with the funding for the development of a social computing platform for the University of Milano-Bicocca. In this case, due to a lack of additional financing that the university had been counting on, it was unable to do anything beyond the creation of a prototype, which can no longer even be viewed, as it was created using obsolete technologies. Graver still is the case of the Papardo di Messina Hospital’s Oncology Centre, which has unfortunately featured on the news. It simply “does not exist”.

Much more common (10%) are those projects that were implemented with good results, only to be deemed ineffective when viewed in the wider context in which they were made available. Even if the funds allocated for these projects in and of themselves were spent correctly, the effectiveness of the projects for their final beneficiaries remains a fundamental criterion on which any assessment of the success of public policies must be based. This is the case with the Multimedia Mountain Museum in Sicily, which only was open on one occasion, “due to high operating costs and a lack of staff”. Three very similar cases are those of three civil protection plans, for the Municipalities of MarcianisePalomonte and Casalnuovo di Napoli respectively, which received development funding but invested nothing in communicating what they had done to their local communities – which, as was discovered in the course of the interviews conducted, did not even know these plans existed.  Another example is that of the redevelopment of Piazza Savignano in Aversa (Naples), which was a complete success but, according to the monitoring group “did not bring about the social inclusion which had been the true crux of the project”.

Here you can find the video by the extremely capable young people from the FreeDam team, who monitored the Lordo Dam project in Calabria, with the interviews they conducted with local residents and the press conference they organised with the mayor, the bishop, and the president of an environmental monitoring centre.

A considerable number of the projects described immediately above constitute a significant subgroup: successfully implemented but useless in the absence of complementary initiatives which could unlock all of their potential effectiveness.  The center for the terminally ill in Oristano is complete, but “is still not hooked up to the electricity grid or city water” and “has yet to receive accreditation from the Local Health and Social Services Department (ASSL)”. It is therefore unable to be used, “a cathedral in the desert”.  More glaring still is the case of the South Fort in Reggio Calabria, whose redevelopment left our young people “open-mouthed”. “The structure is welcoming and attention has been paid to even the smallest details. The Fort appears suddenly around the last curve in the road, in all of its restored majesty and military linearity.” What a shame it is that the public cannot get to the fort, because the road is impassable and there are no signs to show the way.


The most recent recommendations from our monitoring groups

In 2017 and 2018, the quality and variety of suggestions has continued to grow – a true goldmine of “good ideas” for local decision makers!
Overall, the types of recommendations have followed the same trend from year to year.

A portion of the projects monitored (12%) are so useful that the main recommendation is to continue to further develop these projects in order to have an ever greater impact. Thanks to public financing, some of the buildings in the “Oasi la Valle” nature reserve on Lake Trasimeno have been renovated. Other buildings in the park, however, could be repurposed to “serve as laboratories for the education of young people, including those with disabilities, to help them learn skills such as how to manage a small botanical garden”. Let’s look at another example. Once the renovation of the Santissima Trinità Complex in Torre del Greco (Naples) is completed, thanks to over 4 million in funding, a “virtual exhibition” could be created, “which illustrates the history of the local area and the places that are its heart and soul, through the creation of a special app that encourages visitors to visit those places in real life”. For another example, let’s take the repair and renovation of the Barletta stadium: after the initial 1.3 million invested, why not “increase the number of people who want to get more involved with sports, including through the many events organized by the different sports clubs that use the field on a regular basis?”

In other cases (7%), the monitoring groups complained of “governance” problems. These occur when public administrations “don’t talk to each other”, and political conflicts and a lack of coordination are piled on top of existing bureaucratic problems. Unfortunately, this was the case with the project for the improvement of the Messina-Palermo and Messina-Syracuse railway lines, worth 28 million in financing. According to the monitoring group, the work is stopped, with only 10% of total implementation achieved, given an absence of “clear objectives on an institutional policy level”. In addition, it appears “essential” that “a network that can coordinate the actions of all of the parties involved be created”.  In other cases, recommendations encourage the creation of a collaborative governance system, one which could involve local residents, schools and communities as active participants. For instance, the students from the “Dream Energy” group in Casal di Principe (Caserta) have offered to design and implement “projects that are in the interest of the community, with the active participation of local residents”, so as to raise awareness regarding the extremely useful “Pio La Torre” Centre for Environmental Education and Documentation, a bastion of legality. This is possible thanks to “constant contact between schools and public institutions”.

As in past years, the last two years have seen numerous (14%) recommendations for improving communication on the amount of good that public investments – including European funds – are doing for local areas. This applies to projects, both large and small, that have been monitored over the past two years. Even the simple construction of a multistory parking garage in Somma Vesuviana (Naples) can help to meet the need for improved mobility, but it is necessary to have “greater publicity for the project and encourage more people to use it”. Turning our attention to the Municipal Selective Waste Collection Centres in Martina Franca (Taranto), the “civic monitoring team intends to actively contribute to the implementation of an information programme, which has been planned to help raise awareness and communicate methods of use and the importance of this new service. The team is offering to create videos to disseminate this information, to participate in ‘environment days’ in the square, to organise and lead educational-play activities for children, [and] to implement a Telegram bot to inform people about selective waste collection services”.

Lastly, the bulk of recommendations focused on specific suggestions regarding individual projects, dealing with issues such as how to unblock a problematic situation or how to improve a key aspect in terms of effectiveness. Dozens of civic monitoring reports contain specific recommendations, which are at the disposal of the local administrations and the companies that are implementing these public projects. For example, with regard to the project dealing with the redevelopment of the Seveso in Sesto San Giovanni (Milan), the students are convinced that “one way to stop the Seveso from overflowing its banks would be to construct a stormwater holding basin, but before the water enters such a basin, it must first be filtered”. The excellent study conducted by the Corsari Assetati team contains a fair number of suggestions on how to use the wastewater generated by the Acqua dei Corsari water treatment plant in Palermo: “uses include irrigation, street cleaning, machine cooling, extinguishing fires, but it could also simply be used for periodic cleaning of the sewer system, so as to prevent the streets from flooding.”  These types of recommendations were also discussed on May 22, at a ForumPA workshop.


The potential of civic monitoring: assessing effectiveness from the user standpoint

The most interesting potential application of civic monitoring may, however, lie in its ability to determine to which specific project, within the broader area of implementation, funding should be allocated. In this way, it is possible to provide precise recommendations to enable a more fully effective use of public finances, one which includes not only those aspects related to the implementation of planning within predetermined timeframes and administrative and financial constraints, but also takes into consideration the actual usefulness of the project within its local area.

It is extremely interesting to note that many monitoring reports, especially during the last two years, have placed great importance on “surrounding conditions”, those which make it possible for financing to truly serve to meet the needs of community residents and local businesses.

A case in point is the Epizephyrian Locris National Archaeological Museum, “one of the most important archaeological sites in the world”, which is in need of commitment on the part of national, regional and local institutions for its development and promotion, for example to help “improve the quality of the roads that lead to it, making them more accessible to more effective modes of transport, and for more welcoming hotels and accommodation facilities”.   The funding for the Scalea (Cosenza) airfield is also of scant effectiveness if “the Regional public services and hotel infrastructures are not improved so as to better manage tourist accommodation during the summer season”.
The same is true for much smaller-scale projects as well, such as the expansion of the Restricted Traffic Area in Aversa (Caserta), which is useless without the “presence of traffic police at the entry points and constantly operating video cameras” or a “geolocation system for bicycles, to prevent them from being stolen”.

In conclusion, the potential applications of civic monitoring in the public policy sphere are becoming apparent. What began as a game in 2013 and gained structure as a method in 2014 has taken root, in following years, as a part of actual “classes for the citizens of tomorrow” that are being taught in schools, universities and civic communities, with more people trying it out in ever more useful ways. The monitored projects, while still far from representing any sort of statistically significant sample, have been the object of in-depth studies, which have led to the generation of new data and information and, in many cases, “good ideas” as well.  To the public administrations falls the task of knowing how to make the most of them!

#Monitoraggiocivico a scuola!

Salve a tutti,

siamo Ibam Forte Via (Facebook: Ibamfortevia; Twitter: @Ibamfortevia), cioè un gruppo di dieci ragazzi o meglio studenti del liceo classico Michelangiolo di Firenze. Durante lo scorso anno scolastico abbiamo partecipato come classe al progetto sperimentale  “A Scuola Di Open Coesione” che nella sua prima versione ha coinvolto sette scuole sul territorio nazionale. Il progetto è stato strutturato su 5 step di cui tre di natura teorica e i restanti due più operativi.

Nella prima parte alla mia classe è stato spiegato il significato di varie parole, a noi precedentemente sconosciute, come “open data”, “fondi strutturali”, “data journalism” “monitoraggio civico”, parole che ci sarebbero state essenziali per svolgere il progetto ma soprattutto per formare una nuova generazione di cittadini (vero scopo dell’intero progetto).

Dopo le prime spiegazioni la nostra classe si è divisa in due gruppi che hanno seguito due differenti progetti trovati su OpenCoesione (il portale del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica  sull’attuazione degli investimenti da parte delle amministrazioni locali e centrali): la realizzazione della rete tranviaria fiorentina e il restauro delle scuderie medicee di Poggio a Caiano. Noi in particolare ci siamo occupati della tramvia e ci siamo proposti come obiettivo quello di coinvolgere ma anche sensibilizzare la comunità e in particolare rendere costantemente noti gli sviluppi delle nostre ricerche.

Abbiamo cercato di capire se questo ritorno al tram (infatti Firenze era dotata di una grande rete fino agli anni ‘50) sia essenziale per la nostra città o solo una di quelle colossali infrastrutture, tipiche italiane, che poi non avendo successo vengono abbandonate. Per verificare ciò ci siamo mossi su vari fronti: abbiamo intervistato degli ingegneri che si occupano della tramvia per capire meglio tutti gli aspetti tecnici.

Optimized-19_

Abbiamo provato a capire cosa ne pensano i fiorentini di questo nuovo mezzo pubblico attraverso un questionario online per gli studenti dal nostro liceo e delle interviste fatte lungo la T1 (unica linea già operativa); e infine abbiamo elaborato sotto forma di grafici i dati prodotti da noi attraverso il questionario e quelli ricavati dal dataset offerto dal Comune di Firenze.

1400604084119

Alla fine abbiamo raccolto tutte queste informazioni e abbiamo esposto i nostri risultati in una conferenza aperta al pubblico a giugno. Inoltre abbiamo illustrato la nostra ricerca al forum della Pubblica Amministrazione di Roma. Ecco anche il nostro Report di monitoraggio sulla piattaforma Monithon. Sul sito di A Scuola di OpenCoesione c’è anche il nostro Project Work con tutti i risultati delle indagini effettuate.

Inoltre c’è da dire che abbiamo costantemente condiviso il nostro lavoro attraverso i social, che hanno svolto i ruoli essenziali durante il nostro percorso.

Ed eccoci arrivati ai giorni nostri. Il percorso fatto durante lo scorso anno scolastico ci ha segnato e ovviamente ci siamo dovuti chiedere cosa fare adesso. Di sicuro terremo attivi tutti i nostri contatti e social per poter essere a disposizione di un futuro monitorante fiorentino o anche di una scuola che ci volesse contattare… anche perché da apri fila del progetto A Scuola Di OpenCoesione abbiamo dei doveri!  Inoltre abbiamo in cantiere altre idee sia sul piano del report di monitoraggio già fatto (potremmo continuare a monitorare i lavori delle linee 2 e 3 che sono partiti proprio questa estate) sia per quanto riguarda Firenze e la tramvia (possiamo solamente dirvi che stiamo pensando di fare un’applicazione che renda qualsiasi cittadino un monitorante). Naturalmente non pretendiamo di riuscire in tutto, ma sentirete ancora parlare degli Ibam Forte Via! 

Vi lasciamo alcuni link che vi potrebbero interessare:

Articolo del nostro Blogger su Cittadini di Twitter

Il nostro report su Monithon

La pagina a noi dedicata sul sito di A Scuola Di OpenCoesione

Le diapositive utilizzate durante la conferenza finale

 

Il tempo fugge, e c’è chi lo insegue. A Palermo

Io da grande vorrei fare il pompiere, il cantautore, il titolista di un quotidiano, l’autore di Blob e l’insegnante. Anzi, per meglio dire, il tutore e guidare gli studenti nel loro curriculum di studi.
Avere visto il 6 giugno la presentazione del progetto “Tempus fugit“, realizzato dagli studenti del Liceo Scientifico Statale “S. Cannizzaro” di Palermo nel contesto di ” A Scuola di OpenCoesione” (ASOC), ha rafforzato il mio desiderio. Da grande.

Il liceo Cannizzaro, ed in particolare la classe “VE”, ha avuto il privilegio di essere scelta per partecipare a questo percorso innovativo di didattica interdisciplinare, centrato su educazione civicacompetenze digitali,statistiche data journalism.
Ripetete con me “educazione civica, competenze digitali, statistiche e data journalism”.
Se penso all’accostamento tra queste parole e un gruppo di  studenti del liceo, mi manca il fiato, perché è un meraviglioso obiettivo formativo, una grande occasione per ragazzi e docenti e humus per i terreni che batteranno.
Ai miei tempi, al liceo, non c’era nemmeno il laboratorio di informatica (sono vecchio) e non abbiamo mai lavorato a progetti ricchi come quelli di ASOC, che stimolano molto il senso critico e il problem-solving e rafforzano le capacita di lavoro di gruppo e le abilità interpersonali e comunicative.

Ma torniamo “A Scuola di OpenCoesione”. È il frutto di un accordo tra il “Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca” e il “Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica” e si rivolge alle scuole secondarie di ogni tipo. Il primo ciclo di sperimentazione ha interessato 7 istituti di istruzione distribuiti lungo lo stivale (Palermo, Napoli, Bari, Roma, Firenze, Bologna, Trento).

Il tema di fondo del progetto di Palermo è quello dei “trasporti“, ed in particolare l’attenzione si è concentrata sui tempi di percorrenza dei vari mezzi di locomozione cittadini del presente e del futuro. E’ stata infatti condotta un’analisi anche sulle tramvie attualmente in costruzione a Palermo.
Gli studenti sono partiti dall’analisi dei dati sugli investimenti programmati nel ciclo 2007-2013 (interventi delle politiche di coesione territoriale), che hanno trovato su OpenCoesione. Hanno poi effettuato un monitoraggio civico, andando in visita al deposito dei tram e realizzando una piccola indagine giornalistica sullo stato dei lavori e sul progetto tramviario in generale.

“Tempus fugit” ci è stato raccontato dalle voci degli studenti coinvolti ed in particolare da MarcoEnrico Paola.

Marco ci ha introdotto il progetto nei termini più generali e ci ha presentato “CaTRAMiati“. In siciliano “catamiati” vuol dire “datti una mossa”, e l’unione con Tram ha dato vita al nome del gruppo di lavoro che si sono dati gli studenti.
Enrico ci ha illustrato il monitoraggio fatto, i dettagli tecnici dell’ispezione, di come il deposito dei mezzi sarà anche la sede della struttura di monitoraggio digitale dell’impianto e sottolineato come il centro storico di Palermo non sia adatto (per ragioni di spazio disponibile) ad accogliere una linea tramviaria a due binari.
Paola infine ci ha descritto le modalità con cui il gruppo ha effettuato un confronto, in termini di tempi di percorrenza, tra tre modalità di spostamento differenti: l’automobile, il tram e i mezzi pubblici gommati. Il tram è risultato quello più conveniente.

tempus_fugit_02

I ragazzi hanno calcolato i tempi in automobile facendo un test su strada, quelli in tram li hanno ricavati dai documenti di progetto e quelli in autobus da Google Transit.
L’AMAT, la municipalizzata al 100% del Comune che gestisce il trasporto pubblico, ha infatti fornito alla multinazionale tutti i dati su tempi, percorsi e fermate delle linee, e quindi è possibile ricavare da Google Maps i tempi stimati di percorrenza degli autobus. Stranamente però questi dati non sono ancora disponibili anche in formato aperto. Sono stati richiesti anche dagli studenti di “Tempus fugit” e il direttore dell’AMAT ha fatto sapere che nulla osta al rilascio e sarà fatto. Una bella notizia.
I ragazzi hanno così avuto il piacere di fare anche una piccola azione di civic hacking, avendo la soddisfazione di un risultato positivo.

La presentazione del progetto è stata fatta presso la sede del liceo. Oltre agli studenti, erano presenti i docenti che li hanno seguiti localmente, la preside della scuola, alcuni dei responsabili del progetto di “A scuola di Open Coesione”, dei funzionari regionali del “Dipartimento Regionale della Programmazione”, un rappresentate del team Open Data del Comune di Palermo e dei rappresentanti della società civile che si spendono per diffondere il valore dei dati aperti.
Tra tutti questi attori c’è stato un bel dibattito di cui mi piace evidenziare alcuni dei concetti emersi:

  • il valore grande di questo progetto è il metodo, “un metodo di vita” che sarà utile per tante altre occasioni e che aiuterà questi ragazzi ad essere dei cittadini migliori;
  • proprio per questo valore, si è sottolineato come questo tipo di attività dovrebbe diventare curriculare, ed essere replicata annualmente;
  • chi ha partecipato ad ASOC deve darne evidenza nel proprio curriculum vitae, perché costituisce un’esperienza importante e “moderna”;
  • l’esperienza più nuova e giudicata più importante dagli studenti è stata quella del confronto con la “burocrazia” e con i dati, visti non più come qualcosa di freddo e noioso, ma come elementi che contribuiscono a fare crescere la propria conoscenza.

Il Cannizzaro di Palermo è stato il mio liceo scientifico e la mia sezione è stata proprio la “E”.
Sicuramente queste strane coincidenze mi hanno fatto vivere con particolare emotività il racconto del gruppo CaTRAMiati, ma venerdì sono uscito dal Cannizzaro avendo il futuro davanti a me, molto vicino e sono tornato a casa sereno.
Spero che questo progetto diventi contagioso, e infetti il prossimo anno scolastico.

Gli “altri” OpenCoesione in giro per l’Europa

Da ieri in home page di OpenCoesione (proprio sotto la mappa) è disponibile il primo di una serie di post dedicati ai dati sui Fondi Strutturali in Europa.  A partire da questo e poi nelle prossime settimane, gli articoli racconteranno le esplorazioni che il team di progetto – in primis Chiara Assunta Ricci – sta effettuando sui siti di tutta Europa che pubblicano dati sull’uso dei fondi europei per la coesione.   Parliamo cioè dei portali degli altri stati europei che, così come OpenCoesione in Italia, pubblicano i dati sui progetti finanziati e sui beneficiari di quei fondi.

Come tutti i monithoners sanno bene, si tratta dei dati di partenza su cui si basa il nostro monitoraggio civico!

La prima cosa che  salta all’occhio è che, almeno in questo caso, l’Italia si trova nel club dei paesi più trasparenti, cioè quelli che hanno sviluppato portali nazionali in cui i dati sono facilmente consultabili e scaricabili in formati aperti e facilmente riutilizzabili.  Non è lo stesso, ad esempio, in Germania, Austria o Inghilterra – e non stiamo parlando proprio degli ultimi arrivati in fatto di trasparenza e Open Government – dove prevalgono liste di progetti in PDF con scarne informazioni limitate al nome del beneficiario del finanziamento, il nome (generico) del progetto, e un altrettanto generico “valore” finanziario.

Le esplorazioni, in realtà, sono partite già nel 2010, due anni prima che nascesse OpenCoesione, e ripetute ogni anno nel mese di Ottobre. Un censimento annuale dei siti web delle Autorità di Gestione dei Programmi Europei nei 27 (ora 28) Stati europei.  Si è partiti alla ricerca di alcune decine di caratteristiche di completezzaapertura, riutilizzofruibilità… in una parola si è partiti alla ricerca di Open Data, non trovandoli, purtroppo, quasi mai.

Lo studio ci dirà, ad esempio, dove si trovano dati facilmente analizzabili per confrontare le performance finanziarie delle regioni europee (cioè: in quali regioni si spende più in fretta?) oppure per verificare su quali temi puntano le regioni più simili alla nostra e quali progetti portano avanti.  Oppure ancora per capire quanti finanziamenti riceve una certa multinazionale dai vari programmi europei.

Inoltre, da quest’anno nel kit entrano nuovi strumenti: un questionario, che verrà inviato a tutte le amministrazioni europee che gestiscono i Fondi Strutturali, casi studio incentrati su particolari casi interessanti (a partire dai portali simili a OpenCoesione), interviste agli attori chiave e agli esperti di settore.

Schema di indagine ITA transp2Schema di indagine ITA transp2

Oltre alla consueta visita ai dati pubblicati sui siti web, infatti, si andranno a verificare, a monte,  le modalità di gestione interna dell’informazione e la qualità dei sistemi di monitoraggio – essenziali per garantire la qualità dei dati pubblicati.   A valle della pubblicazione, invece, si prenderà in considerazione l’utilizzo dei dati per inchieste, articoli di data journalism, lo sviluppo di applicazioni e, non da ultimo, esercizi di monitoraggio civico.

Pane, quindi, per i nostri denti di monithoners 🙂