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Monithon all’Open Data Day 2014

Il 22 febbraio sarà organizzato in tutto il mondo l’Open Data Day (ODD).

Che cos’è l’ODD? Sul sito di Open Knowledge Foundation si legge che “l’Open Data Day  è una iniziativa globale organizzata dalla comunità open data per fare e diffondere i dati aperti. In ogni parte del mondo le persone si incontreranno online o di persona per costruire valore sui dati aperti. Chiunque è invitato a partecipare: da cittadini curiosi a giornalisti, da programmatori a scienziati, da designer ad esperti di dati

Monithon Toolkit_coverChe ne dite di lanciare in ogni città una maratona di monitoraggio dei progetti finanziati dalle politiche europee?  Questo tipo di monitoraggio civico dei finanziamenti pubblici usa gli open data del portale OpenCoesione come punto di partenza per sapere dove sono e cosa fanno i progetti EU per poi farci una visita: i soldi sono spesi bene? Ci sono problemi o ritardi? Quali idee o soluzioni si possono proporre?

La proposta è quindi di fare un Moni-thon in tutte le città che aderiranno all’Open Data Day (qui un elenco in aggiornamento, vedi anche il gruppo su Google Plus e su Facebook).  E, visto che è importante prepararsi prima, la redazione di Monithon ha preparato una piccola guida per diventare un perfetto monithorer in sei semplici mosse.

Ecco a voi il Monithon Toolkit

Il nostro supporto.  La community di monithoners è disponibile a supportare tutti gli interessati che decideranno di fare un monithon nella giornata del 22 febbraio nella fase di individuazione  dei progetti, nella definizione di una scheda di monitoraggio personalizzata ed in genere per qualsiasi dubbio.

Se stai organizzando l’OpenDataDay nella tua città o semplicemente vuoi fare la tua prima esperienza di monitoraggio civico scrivi un messaggio sulla nostra mailing list oppure a redazione@monithon.it 

Alcune città hanno incluso il monitoraggio civico tra gli eventi della giornata (es. una track dell’hackathon), mentre altre parteciperanno all’Open Data Day proprio a partire dall’organizzazione di un Monithon.   Abbiamo proposto poi di partecipare all’evento “hub” di Roma collegandoci in remoto con i “Monithon in corso” nelle varie città.

Sul nostro blog pubblicheremo man mano gli eventi e i temi scelti, i progetti più interessanti, la cronaca della giornata e i risultati ottenuti.

Ecco le città che hanno già deciso di aderire (o ci stanno seriamente pensando!):

  • Bari – monithon è nella bozza di programma come una delle track del pomeriggio. A condurre le danze ci saranno Paola Liliana ButtiglioneChiara Ciociola
  • Cosenza – primo Monithon in Calabria, da un’idea di Milly Tucci e grazie ai Dataninja Alessio Cimarelli e Andrea Nelson Mauro.  Calabresi, unitevi alla discussione  in corso sul gruppo Facebook “Monithon Calabria“!
  • Finale Emilia (Modena), una delle città emiliane terremotate e seguite da Open Ricostruzione. E’ in programma un laboratorio di crowdphotography sugli interventi finanziati .. e forse altro..
  • Cagliari – il monitoraggio civico è abbinato a una specialità di Sardinia Open Data, un divertente mapping party! Citofonare Andrea Zedda.
  • Palermo – è in corso riflessione e scelta dei progetti. Il tema più gettonato per ora: la mobilità. Ovviamente, quando di mezzo c’è Giulio Di Chiara 🙂
  • Trento – allo studio il primo Monithon 4 Business sulle imprese che hanno ricevuto finanziamenti europei. More news soon!

Idee di monithon stanno bollendo in pentola anche in altre città come Matera, Lecce e Torino.

11 punti per l’identikit del monithoner perfetto

Quando prepariamo una torta e la mettiamo in forno è fondamentale controllarla periodicamente per verificare che la cottura vada a buon fine e che l’impasto lieviti per bene. In quell’istante stiamo “monitorando”, ovvero verifichiamo che il risultato ottenuto sia conforme alle nostre attese.

Allo stesso modo, quando paghiamo le tasse (che sono un pò come gli ingredienti della nostra torta) abbiamo il diritto di ricevere dei servizi funzionanti, ovvero il godimento della torta stessa, calda e morbida.

Sebbene possa sembrare un paragone alquanto astratto, ricevere un servizio pubblico è frutto di una serie di azioni e attività programmate, inserite in un arco temporale e portate avanti da precise figure professionali, posto un budget predefinito.  Non tutti ancora percepiscono tale iter, dando per scontato che qualsiasi opera pubblica realizzata sia in realtà la reincarnazione della perfezione e dunque risponda ad ogni singola esigenza collettiva, anche la più maniacale.

In realtà ogni step progettuale è ideato e gestito da uomini (non da macchine) e può contenere bug, incoerenze o può necessitare di modifiche in corso.

Per tali ragioni, e per tante altre, i cittadini non devono subire passivamente questi eventi, rendersi partecipi alla vita della propria città monitorando ciò che avviene sotto il portone di casa, mantenendo il profilo di utilizzatore finale, non di progettista.

Nella personale esperienza ho riscontrato una serie di caratteristiche ricorrenti tra coloro che io mi sento di definire dei “cittadini monitoranti“. L’elenco delle peculiarità seguenti è assolutamente personale e servirà al lettore, quasi per gioco, ad identificare in se stesso e nei propri conoscenti quell’anima “monitorante” che auspico venga coltivata in ogni abitante di una “civitas”:

  1. attaccamento al territorio: soltanto chi ha a cuore le sorti della propria terra sarà interessato a conoscere cosa avviene nel proprio territorio
  2. curiosità: è l’ingrediente che muove il mondo. Avere una buona dose di curiosità distingue un cittadino comune da un altro che non subisce passivamente tutto ciò che lo circonda
  3. spirito di osservazione: saper scatenare la propria curiosità a partire dall’osservazione anche di un piccolo dettaglio genera meccanismi virtuosi di ragionamenti che inducono ad informarsi, documentarsi ed esprimere opinioni oggettive.
  4. oggettività: un buon cittadino monitorante non ragiona con pregiudizio e in preda alla disinformazione. Viceversa, prova a documentarsi quel tanto che basta per poter esprimere il proprio punto di vista.
  5. disponibilità al movimento: monitorare significa anche essere disposti a spostarsi per osservare o reperire un’informazione. Nessuna informazione cadrà dal cielo o si troverà magicamente stampata all’interno della nostra buca delle lettere. In genere, i ciclisti sono molto avvantaggiati in tal senso, perché dal loro mezzo riescono ad avere maggiore libertà di movimento e capacità di osservazione a 360°.
  6. passione: è innegabile che un pizzico di passione sia indispensabile. Essa può essere declinata in base alla propria formazione professionale (ad esempio è inevitabile che un ingegnere dei trasporti segua l’evoluzione del tram sotto casa), alle proprie attitudini (un ciclista sarà vigilante sul grado di sicurezza della pista ciclabile appena realizzata) o semplicemente alle sorti del proprio territorio.
  7. “diffidenza”:  scritto tra virgolette perché si intende quella diffidenza dal recepire come “vera” ogni informazione che si riceve dall’esterno (giornali, media, politica).
  8. capacità relazionali: sebbene non sia richiesto fare dei provini televisivi, saper reperire informazioni o proporre delle idee implica contatti umani (responsabili di aziende, assessorati, uffici etc) che vengono compromessi nel momento in cui non ci si pone con la giusta dose di rispetto per la disponibilità e la  professione altrui.
  9. propositività: lamentarsi è una attività fine a se stessa qualora non accompagnata da un’indicazione o un suggerimento propositivo. Saper muovere una critica implica una serie di condizioni di cui al punto 4, 7 e 8, ma generalmente accompagnare ad essa un’idea o una visione aiuta a comprendere il motivo della critica stessa. Più in generale, essere propositivi agevola i rapporti umani con gli interlocutori e il raggiungimento di un obiettivo nel minor tempo possibile.
  10. condivisione: un cittadino monitorante deve saper condividere le informazioni in suo possesso con altre persone, al fine di intercettare diversi punti di vista e avviare un confronto oggettivo sulla questione. Ancorarsi sulle proprie posizioni spesso scaturisce osservazioni sterili o superficiali.
  11. costanza: l’ingrediente fondamentale che sta alla base dei 10 punti precedenti. Monitorare qualcosa non lo prescrive il medico e implica una serie di circostanze e contesti che possono indurre a perdere facilmente la pazienza. Perseverare in tal senso è l’unico modo per provare a ottenere le risposte desiderate.

E non dimenticate una macchina fotografica!

Giulio Di Chiara

(foto by http://www.siamoalcompleto.it/)